Meloni: “Lo spread? Preoccupa i soliti noti che vogliono un governo tecnico”. E ripete il (falso) mantra: “Cresceremo più della media Ue”
“Questa preoccupazione la vedo soprattutto nei desideri di chi come sempre immagina che un governo democraticamente eletto, che fa il suo lavoro, che ha una maggioranza forte e stabilità, debba andare a casa. Mi diverte il dibattito, temo che questa speranza non si trasformerà in realtà”. Così, dal vertice EuMed9 a Malta (un tavolo informale che riunisce i nove Paesi mediterranei membri dell’Unione europea), la premier Giorgia Meloni commenta i timori per l’impennata dello spread dopo la presentazione della nota di aggiornamento al Def, che ha rivisto al ribasso (dall’1,5% all’1,2%) le prospettive di crescita del pil programmatico per il prossimo anno.
“A me diverte molto il dibattito, i soliti noti vorrebbero il governo tecnico e la sinistra ha già la lista ministri”, attacca la premier. Assicurando che “questa speranza non si trasformerà in realtà” perché l’Italia ha “una previsione di crescita superiore alla media europea, superiore alla Francia e alla Germania”. Ma è falso, sia considerando le stime nazionali degli altri governi sia quelle della Commissione di Bruxelles, secondo cui il prodotto interno lordo del nostro Paese nel 2024 crescerà soltanto dello 0,8% (la performance peggiore tra quelle delle sei maggiori economie Ue), mentre la Germania salirà dell’1,1% e la Francia dell’1,2%.
“Voglio tranquillizzare, il governo sta bene, la situazione è complessa e l’abbiamo maneggiata con serietà l’anno scorso e quest’anno. Lo spread che lanciate come se fosse la fine del governo Meloni è a 192 punti, a ottobre scorso era 250 ,durante l’anno precedente al nuovo governo è stato più alto e i titoli dei giornali non li ho visti”, polemizza la leader di FdI. “So leggere la politica e so leggere la realtà: la sinistra continui a fare la lista dei ministri del governo tecnico che noi intanto governiamo”.
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