Rissa in via Roma davanti agli occhi di residenti e pendolari
Ancora violenza, ancora via Roma a Treviso, ancora tensioni in centro.
La sera di giovedì 28 settembre, all’ora di cena, tre pattuglie dei carabinieri sono dovute intervenire per sedare una rissa tra due “balordi”, un somalo e un italiano, già conosciuti in zona per i loro trascorsi poco edificanti. Il bilancio finale è tutto sommato rassicurante: entrambi feriti, ma nessuno in condizioni serie.
La rissa
Eppure ci sono stati dei momenti in cui chi ha assistito alla scena ha temuto il peggio, vista la violenza con cui si sono affrontati i due (i motivi, per il momento, sono ancora sconosciuti: si sono messi le mani addosso dopo un pesante scambio verbale).
Attorno ai contendenti, infatti, si era formato un folto gruppo di altri frequentatori dell’area, schierati con uno o con l’altro, e pronti ad affrontarsi a colpi di calci e pugni. Una situazione potenzialmente esplosiva che è stata riportata alla calma solo grazie all’arrivo delle tre pattuglie dei carabinieri, allertate dai residenti e dai tanti pendolari che, a quell’ora, stavano tornando verso la stazione dopo una giornata di lavoro in città. Verso le 20.30, conclusa l’identificazione dei partecipanti alla rissa, la situazione è tornata alla normalità.
Un quadrante problematico
Ma c’è veramente poco da stare tranquilli pensando che si tratta dell’ennesimo episodio di violenza nell’area. E la notizia è destinata a riaccendere la polemica innestata, nelle scorse settimane, dal ministro della Giustizia Carlo Nordio, che nel corso di un incontro pubblico aveva parlato apertamente di problema baby gang per il centro di Treviso.
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Anche se di “baby” nell’episodio di giovedì sera non c’è nulla, si tratta di un nuovo episodio che riaccende i riflettori sul quadrante più problematico della città. Un problema che l’amministrazione e le forze dell’ordine stanno cercando da mesi di risolvere con il potenziamento dei controlli, operazione che ha dato i suoi risultati per esempio il sabato pomeriggio in via Fiumicelli. Ma nemmeno la presenza costante di polizia, polizia locale e carabinieri è sufficiente a placare gli animi più caldi. —
