Il padre uccise la madre, ora Pasquale racconta tutto in un libro: «Si parla poco dei femminicidi così come dei figli che restano»
UDINE. «Quando una donna muore per mano del marito o del compagno, restano dei bambini. Di questo non si parla mai». Uno di loro, Pasquale Guadagno, oggi ha 27 anni ed è titolare di un bar in via del Cotonificio. Quando aveva 14 anni, suo padre Salvatore ha strangolato la madre Carmela nella loro casa di Feletto Umberto. Una tragedia che l’ha segnato nel profondo e e ha in parte superato. Con l’impegno, però, di spendersi in prima persona affinché la violenza sulle donne non diventi un fatto di cronaca a cui abituarsi.
Perché si è sentito di organizzare un evento contro la violenza sulle donne?
«La mia impressione è che ci sia ancora troppa poca attenzione sul tema. Bisogna fare di più. C’è la tendenza a dimenticare in fretta. E purtroppo, come dimostra la cronaca, continua a capitare».
Come si possono fermare i femminicidi?
«Educando. Parlandone, con le persone e anche nelle scuole. Ormai la morte di una donna per mano di un uomo è all’ordine del giorno. Nell’opinione pubblica c’è lo shock iniziale, ma dopo qualche giorno non ci si ricorda nemmeno il nome della vittima. Eppure può succedere in ogni momento. C’è bisogno che se ne parli di più perché il fenomeno della violenza sulle donne è sempre più presente nella nostra società, e va fermato. Con l’informazione, con gli eventi, con uno sforzo maggiore da parte di tutti».
Si sta facendo ancora troppo poco a suo avviso?
«Dico solo una cosa: non è pensabile che nel 2023 ci siano ancora donne uccise dopo aver denunciato. Cosa possono fare se non cercare tutela nella legge? Evidentemente serve anche altro, ed è per questo che all’evento di domani ci saranno delle associazioni specializzate nel supporto alle donne».
Com’è entrato in contatto con queste realtà?
«Quando ho iniziato a scrivere il mio libro mi sono imbattuto in “Wall of dolls”, l’associazione di Jo Squillo. Ho preso parte ad alcune delle loro manifestazioni. Ho visto come lavorano ed è pazzesco. Si percepisce subito che mettono da parte tutto per aiutare le altre donne. Questo è impagabile e ho voluto portare “Wall of dolls” a Udine».
Parliamo del suo libro…
«Non nasce come un libro, ma come un diario giornaliero. È stato pubblicato a dicembre, ma non ho ancora avuto modo di presentarlo al pubblico. In questi mesi mi sono concentrato sulla mia attività di via del Cotonificio. Ho attraversato un periodo di profonda depressione e ho sentito l’esigenza di tirare fuori il mio dolore. Con la mia psicoterapeuta abbiamo individuato nella scrittura lo strumento migliore. Rileggendo quel diario qualche tempo dopo mi sono accorto che il messaggio che conteneva era fortissimo e quindi mi sono deciso a “usare” il mio dolore, che ormai ho elaborato, per trasformarlo in luce e in benessere per aiutare il prossimo. Voglio far capire a chi si trova in mezzo al buio che se ce l’ho fatta io ce la può fare chiunque».
La depressione è causa dell’uccisione di sua madre?
«Ho sempre fatto finta che tutto andasse bene, nascondendo dentro di me l’infelicità. A un certo punto, tre anni fa, tutto il malessere è uscito, e ho avuto un crollo. Mi sono licenziato. La mia fortuna è aver chiesto aiuto. Da soli non se ne esce. Sono riuscito a rialzarmi e a tornare a vivere con il sorriso. Amo terribilmente la vita».
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Il passato, però, non si può cancellare. Ha più sentito suo padre?
«Durante un permesso premio ha minacciato di morte me e mia sorella davanti alle forze dell’ordine. Dovrebbe finire di scontare la sua pena tra qualche mese. Non lo odio né porto rancore nei suoi confronti. Non lo giustificherò mai per ciò che ha fatto, pur avendo compreso, nel periodo di depressione, che la mente può essere distruttiva e portarti a fare cose inimmaginabili. Non sento l’esigenza di rivederlo: sono andato avanti nella vita e non ho intenzione di farmela distruggere di nuovo».
Ha tenuto il cognome di suo padre...
«È il cognome di mio padre, è vero, ma io non sono mio padre. Non sarà questo a impedirmi di vivere la mia vita».
