Il Giro d’Italia a Padova è un affare milionario
Bisognerà aspettare fino a metà ottobre per l’ufficialità, ma la fibrillazione in città è già iniziata. Padova dopo 24 lunghi anni dovrebbe tornare ad ospitare – si ipotizza il prossimo 23 maggio – un evento di portata internazionale come il Giro d’Italia: e non in modo secondario con un semplice passaggio, bensì con una tappa che si svilupperebbe in piena città con un suggestivo arrivo in Prato della Valle. Queste sono infatti le indiscrezioni filtrate in vista della presentazione ufficiale del Giro del 13 ottobre: un nome quello di Padova che riferito al ciclismo evoca sempre un grande fascino.
L’IMPATTO ECONOMICO
L’idea sarebbe infatti quella di portare all’ombra del Santo la quart’ultima tappa della corsa rosa del 2024. Si tratterebbe della penultima tappa per velocisti prima del gran finale di Roma, ma soprattutto sarebbe l’ultima volata prima delle dure prove di montagna, in particolare si parla insistentemente del Monte Grappa come spettacolare salita da affrontare.
Un evento che avrebbe per Padova, oltre che una straordinaria valenza sportiva, anche un forte impatto sul tessuto economico della città.
«È una notizia fantastica per tutta Padova e di cui dovremmo complimentarci con l’assessore Bonavina – sottolinea Patrizio Bertin, presidente dell’Ascom – Una tappa che arriva in Prato sarebbe un volano per tutto il commercio cittadino, sia in termini di presenze turistiche che di visibilità. Il ciclismo poi è uno sport che è di casa qui: quello della bicicletta è un settore importantissimo della nostra economia e sul nostro territorio si contano tantissimi appassionati. Ho in mente l’eventuale immagine di Padova vista dall’alto attraversata dalla corsa e sarebbe stupenda». Un’attesa per il Giro che dura da 24 anni, la città è infatti dal 2000 che non ospita la corsa rosa. Erano gli anni ruggenti di Marco Pantani, Mario Cipollini e del padovano Silvio Martinello. Quella tappa la vinse Ivan Quaranta che beffò in volata proprio Cipollini negli ultimi 100 metri: un momento che a Padova gli appassionati delle due ruote ricordano bene.
BENEFICI DA MILIONI DI EURO
Nonostante non ci siano ancora notizie ufficiali pure l’assessore allo sport Diego Bonavina appare cautamente ottimista: «Sono quattro anni che lavoro per riportare il Giro a Padova e sarebbe un evento storico e un’occasione fantastica per la città. Ho studiato dei report che evidenziano come in un luogo come Padova il Giro porterebbe un beneficio di milioni di euro tra turismo, visibilità e indotto. Si tratta di un super evento che sarebbe un grande regalo per i padovani: una festa dello sport che se ben organizzata non durerebbe solo un giorno ma mesi».
Una fibrillazione che coinvolge anche il mondo degli artigiani: «Il Giro in città sarebbe una vetrina unica per Padova – concorda Luca Montagnin, presidente di Cna – Padova può vantare un distretto delle due ruote importantissimo, con molte aziende locali produttrici di bici diventate poi protagoniste internazionali, nate come piccole realtà artigiane che hanno poi realizzato prodotti d’eccellenza in tutto il mondo».
Ma occhio anche alla storia nella storia. Il ciclista di Abano Terme Alberto Dainese a 25 anni ha già vinto due tappe del giro: una a Reggio Emilia nel 2022, una lo scorso maggio a Caorle. Sarà lui il grande atteso in città e un successo di un padovano in Prato sarebbe qualcosa che entrerebbe di diritto nella storia della città.
