Pozzo manda l'Udinese in ritiro
UDINE. A Gianpaolo Pozzo non è servito neanche premere il tasto del telefono col nome del figlio Gino in memoria per mandare l’Udinese in ritiro anticipato di un giorno, provvedimento che scatterà in vista del Genoa da affrontare e, soprattutto, da cercare di battere domenica al Friuli.
Al primo tifoso della Zebretta, infatti, è bastato scambiarsi un rapido cenno d’intesa con Gino al triplice fischio della trasferta napoletana seguita insieme dagli schermi di casa, a Udine.
D’altronde, è proprio così che funziona nelle migliori famiglie quando la gravità della situazione impone decisioni tempestive e risolute. Le parole non servono, se ci si capisce al volo, ma è altrettanto bene lasciarle proferire agli altri per farsi capire ancora meglio.
E così hanno fatto i Pozzo, affidando al ds Federico Balzaretti un comunicato con cui esprimere da un lato le aspettative della società, in merito al comportamento della squadra che giovedì è stata messa a rapporto anche da Gino Pozzo, presente al Bruseschi, e dall’altro il disappunto per il rigore con cui il Napoli ha sbloccato il punteggio.
Un episodio che i Pozzo non hanno lasciato quindi “in cavalleria” prima della delicata sfida col Genoa, con la speranza che l’Udinese non esca ancora penalizzata, come Balzaretti ha lasciato intendere.
«È stato un rigorino, perché quello che manca in questo momento è l’uniformità di giudizio. L’arbitro era a tre metri, ha valutato l’entità del contatto e non c’era motivo che il Var lo richiamasse.
Il problema è che facciamo riunioni in cui ci spiegano le procedure, ma a Napoli non è stato un protocollo corretto: se valuti il contatto regolare bisogna dare valore alla sensibilità dell’arbitro in campo, e noi questo lo abbiamo chiesto e lo chiediamo sempre, altrimenti anche la spinta su Ebosele contro la Fiorentina sarebbe stata rigore, se rivista al Var. Il Var dovrebbe intervenire solo quando strettamente necessario».
Chiuso il caso, Balzaretti è poi tornato sul malcontento della proprietà, manifestato anche da Sottil nel dopo partita. «Siamo mancati soprattutto nella cattiveria e nell’animo che deve contraddistinguerci.
Ci aspettiamo una reazione dal punto di vista temperamentale che dovrebbe essere il nostro marchio di fabbrica – ha detto il ds –. Serve un’unità ancora più forte e deve emergere la vicinanza nei momenti di difficoltà. Se ne esce col lavoro, con l’attitudine, ma dobbiamo trovare continuità, perché siamo sempre andati a corrente alternata, Fiorentina a parte».
Ecco così spiegata la decisione di «anticipare il ritiro di un giorno, per cercare di vivere questo momento con il giusto equilibrio e con la carica emotiva importante. Contro il Genoa vogliamo essere protagonisti».
