Soglia bagnata, scivola in farmacia a Selvazzano: il titolare a processo per lesioni
Se un cliente cade all’interno di un negozio la colpa può essere dell’esercente. Ne sa qualcosa il dottor Franco Carrara, titolare della farmacia San Domenico di via Monte Solarolo, a Selvazzano, che si trova a processo per lesioni colpose aggravate dalla mancata osservanza delle norme che regolano la prevenzioni degli infortuni.
I fatti
I fatti sono presto detti. Nel 2016 un cliente sessantenne - di professione radiologo - entra in farmacia per un acquisto. Quel giorno piove e la soglia d’ingresso al negozio è bagnata. Dopo aver pagato e con il suo acquisto nel sacchetto, esce dalla farmacia e scivola proprio in quel punto, viscido anche per l’andirivieni dei clienti che entrano e escono con le scarpa bagnate e con l’ombrello che gocciola.
Il radiologo cade rovinosamente a terra e si provoca una lussazione scomposta alla spalla e una frattura. Poco dopo i fatti viene accompagnato dal figlio all’ospedale e purtroppo quel colpo preso, dalle certificazioni mediche successive, gli causa una lesione permanente.
Continua nella sua professione, ma lo fa con difficoltà. Si rivolge all’avvocato Luigino Martellato che presenta una denuncia per quanto accaduto che finisce sul tavolo del sostituto procuratore Sergio Dini.
La colpa del farmacista? Quella di non aver posizionato delle strisce antiscivolo nella soglia, per impedire che qualche cliente potesse scivolare. Cosa che avrebbe fatto solo successivamente all’incidente occorso al suo cliente. Il magistrato ha sollecitato il processo e ieri si è svolta un’udienza.
La prossima è in programma il 2 novembre prossimo, mentre il successivo 7 dicembre è in calendario la discussione. Il legale che assiste la parte offesa ha sollecitato in aula che l’infortunio patito dal suo assistito sia catalogato come un infortunio sul lavoro, visto che in tal senso ci sono delle pronunce della Corte di Cassazione.
Il precedente
Questo perché chi entra in un negozio o comunque in una attività commerciale deve essere tutelato come chi vi lavora. Si applicano le stesse norme.
La Quarta Sezione della Cassazione Penale, nel 2019, si era espressa così: «In tema di prevenzione nei luoghi di lavoro, le norme antinfortunistiche sono dettate a tutela non soltanto dei lavoratori nell’esercizio della loro attività, ma anche dei terzi che si trovino nell’ambiente di lavoro, indipendentemente dall’esistenza di un rapporto di dipendenza con il titolare dell’impresa. Per eventuali fatti lesivi a danno del terzo, è configurabile l’ipotesi del fatto commesso con violazione delle norme dirette a prevenire gli infortuni sul lavoro, sempre che sussista tra siffatta violazione e l’evento dannoso un legame causale e la norma violata miri a prevenire l’incidente verificatosi».
Ora bisognerà vedere l’intendimento del giudice e il procedimento si avvia alla conclusione. La farmacia aveva in essere una polizza che tutela i clienti, ma per ora, da quanto è emerso, non si è trovata una intesa che vada a soddisfare il danno patito dal radiologo, che come detto ha riportato lesioni permanenti che non gli passeranno, in merito alla funzionalità della spalla. Certi movimenti gli sono preclusi e questo figurerebbe anche da appositi esami diagnostici.
