A Padova gli autisti in subappalto sorpresi a dormire con i sacchi a pelo sui bus
Di giorno fanno il pieno di stress, guidando autobus strapieni su strade che non conoscono - e prendendosi per questo i rimproveri dei passeggeri. Di notte, finito il servizio, stendono un sacco a pelo tra i sedili e si addormentano lì, a bordo degli stessi autobus, perché un alloggio evidentemente non ce l’hanno.
Gli autisti della Tribuzio - una delle due aziende alle quali Busitalia ha subappaltato le corse che non riesce a coprire per mancanza di autisti - sono stati trovati così, addormentati nei loro sacchi a pelo a bordo degli autobus, dal personale che a fine giornata pulisce i mezzi.
Autisti campeggiatori
Il caso è esploso mercoledì 27 settembre sera, quando nel deposito c’erano ancora autisti di Busitalia e della Rigato, l’altra ditta che ha in subappalto le corse. Gli autisti “campeggiatori” sono stati invitati a traslocare nella sala delegati, uno spazio di servizio per il personale, e hanno passato la notte lì.
Ma giovedì 28 settembre ovviamente non si parlava d’altro, perché dopo due settimane di disservizi assortiti, autobus rotti, percorsi sbagliati, utenti inferociti, la notizia che alcuni autisti non hanno neppure la possibilità di riposare adeguatamente ha aperto scenari impensabili che riguardano ancora più profondamente la qualità del servizio di trasporto che Busitalia può garantire.
La condanna
I primi a prendere posizione sono stati i delegati di Adl Cobas. «Siamo di fronte a una situazione che non si poteva neppure immaginare, cose che forse si vedevano nell’anteguerra», attacca Stefano Pieretti. «È inevitabile chiedersi come possano mettersi serenamente alla guida persone che passano la notte in questo modo. Possiamo capire i problemi legati alla scarsa conoscenza dei percorsi, ma che non abbiano un alloggio non è accettabile».
La replica dell’azienda
Per Carmine Tribuzio, titolare dell’azienda, la notizia è totalmente priva di fondamento e nasconde l’intenzione di gettare fango sul suo nome. «Sugli autobus che guidano i miei autisti nessuno sale a fare le pulizie perché ce ne occupiamo noi», dice, «quindi c’è già qualcosa che non torna. Tra l’altro i mezzi affidati a noi sono parcheggiati in due depositi separati. Detto questo, io ho preso cinque appartamenti e diverse camere d’albergo per i miei autisti e spendo un sacco di soldi, vi mando subito la lista (ma poi la lista non arriva, ndr). Padova è una città problematica per gli affitti e non si trova niente, quindi devo ricorrere a strutture turistiche che mi costano il triplo».
Tribuzio nega che ci siano autisti senza alloggio per la notte. «Sono tutti sistemati. Poi però ovviamente io non so cosa fanno la sera a fine turno, non li controllo. Se qualcuno decide che non vuole tornare nella sua stanza, di sicuro non me lo viene a dire. Per questo mi sorprende questa notizia, mi sembra l’ennesimo tentativo di screditarci, così come tutte le polemiche per i problemi dei giorni scorsi. Se qualche intoppo c’è stato, si è verificato solo nei primi due o tre giorni».
Un problema tira l’altro
Gli autisti venuti da fuori sono finiti nel mirino dei passeggeri per i percorsi sbagliati e le fermate saltate. Nelle prime due settimane di servizio, cioè dall’inizio dell’anno scolastico a oggi, gli episodi sono stati tanti: autobus finiti nei campi, altri che finiti su strade sbagliate, autisti che chiedono informazioni ai passeggeri sul percorso da fare e sulle fermate.
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Ma i guai del trasporto pubblico non sono tutti qui, anzi. «Gli autobus continuano a viaggiare stracarichi nelle ore di punta e saltano fermate, anche se l’azienda vorrebbe che si fermassero sempre», spiega Pieretti, reduce da una riunione con gli autisti. «C’è un problema di sicurezza, prima di tutto. E poi di puntualità, perché se si salta una fermata, ci sono studenti e lavoratori che poi fanno tardi».
Ma ci sono anche problemi di manutenzione, con decine di mezzi fermi in attesa di riparazione, e Busitalia non ha più l’officina. L’Academy, che doveva “sfornare” nuovi autisti non ha risolto i problemi, fra l’altro due di loro non hanno superato le visite e sono finiti in ufficio, dove però non servono. Gli altri prendono la patente D e non possono guidare i mezzi lunghi. Insomma, la coperta è corta. E i rinforzi, per adesso, non hanno risolto i problemi.
