L’autunno caldo riempie le Dolomiti: da Cortina a Falcade ancora tanti turisti
«Ma quale autunno? Quassù è ancora estate. Chiuderemo solo l’8 ottobre», fa sapere Hubert Rogger dal Rifugio Pian di Cengia, a 2528 metri d’altezza, il più alto e il più piccolo nel Parco delle Tre Cime. «Abbiamo tanti ospiti stranieri, soprattutto americani» conferma.
Da oggi riprendono le navette tra il lago di Misurina e le Tre Cime, almeno nei fine settimana, fino – ci dice il sindaco di Auronzo, Dario Vecellio – al 22 ottobre. «Anche venerdì mattina, dopo le 9, abbiamo dovuto chiudere la strada, essendo occupati tutti i parcheggi a monte. Fino a fine ottobre rimane aperto anche il rifugio Auronzo».
E giù in valle? «Meglio di così non potrebbe andare per gli alberghi in questa stagione», conferma, con un sorriso di soddisfazione, il presidente di Federalberghi Belluno, Walter De Cassan. «Le attività aperte hanno una copertura tra il 50 e il 60%, soprattutto di stranieri». De Cassan gestisce l’hotel “la Baita” di Andraz e continuerà sino al 1° novembre: «Con il bel tempo stanno arrivando stranieri da tutto il mondo», conferma. «Peccato soltanto che abbiano chiuso quasi tutti gli impianti di risalita».
E a Cortina, la “regina” dell’ospitalità dolomitica? Metà degli alberghi sono ancora aperti. «In questi mesi di transizione che ci separano dall’inverno si naviga a vista», ci dice Stefano Pirro, presidente dell’Associazione Albergatori di Cortina. «L’approccio è diverso, più slow, così come il tipo di utenza, e le prenotazioni non arrivano con tanto anticipo, ma generalmente sotto data. L’aria che si respira è comunque positiva, i turisti non mancano – merito anche dei tanti eventi in programma nella Conca da qui a dicembre – e i riscontri sono buoni. Di fatto la nostra scelta di prolungare le aperture oltre la tradizionale deadline di metà settembre è premiata dai fatti e dalle presenze che, seppur contenute rispetto ai mesi estivi, sono decisamente significative».
Pirro spiega che questa è una strategia adottata anche in primavera, e che si sta rivelando vincente. «Continueremo a riproporla, forti della consapevolezza che non si fa accoglienza standosene comodamente seduti sugli allori dell’alta stagione. Certo, l’alta stagione è comunque un faro, perché determinate iniziative hanno successo soltanto se si è agito bene prima. Ma non esistono solo Natale e Ferragosto. E i tanti turisti che stanno affollando le nostre montagne lo dimostrano».
Il pieno della Valle del Biois
Lo certifica anche “il pieno” della valle del Biois, soprattutto a Falcade. «La stagione? Continua alla grande perché questo weekend ci sarà la Desmonteghea che è arrivata alla 19ª edizione e ogni anno richiama migliaia di visitatori», dice Antonella Schena, presidente dell’Associazione albergatori. «Le strutture ricettive sono tutte al completo e anche i ristoranti sono tutti aperti per l’evento. Le splendide giornate aiutano a mantenere la stagione ancora attiva. Stagione che continuerà fino a ottobre inoltrato».
In Valle del Biois gli ospiti sono soprattutto italiani, ma non mancano gli stranieri, anche da queste parti.
Lucia Farenzena, del Consorzio turistico Marmolada Val Pettorina, riceve molte prenotazioni anche in relazione al caratteristico fenomeno del “foliage” autunnale. Salendo in Val Fiorentina, gli alberghi registrano la quota maggiore di prenotazioni proprio per questo fenomeno. D’altra parte, ci sono perfino delle escursioni organizzate da agenzie specializzate. Anche questa, dunque, è destagionalizzazione.
«Il nostro è un lavoro fatto di sacrificio e passione. Un lavoro dinamico basato sulle relazioni e sulla profonda conoscenza del territorio e delle sue esigenze», conclude Pirro. «Oggi il territorio ci chiede una decisa inversione di rotta. Ci chiede di dare un orizzonte diverso a Cortina valorizzandola come Regina delle Dolomiti 365 giorni su 365. I numeri per riuscirci ci sono. La scommessa sta nell’impegno di ciascuno di noi».
