Mangiano e dormono in hotel senza pagare: finiscono davanti al giudice
Hanno mangiato e bevuto a sbafo in un noto ristorante del centro di Treviso. Poi, in un altrettanto noto albergo poco distante, hanno soggiornato per due notti. In entrambi i casi, però, si sono “dimenticati” di passare per la cassa e pagare il conto. Protagonisti della vicenda due miranesi: Alex Catullo, 35 anni (difeso dall’avvocato Giacomo Michieli) e Monica Lugato, 33 anni. Entrambi sono accusati di insolvenza fraudolenta e Catullo anche di sostituzione di persona.
Il processo
La vicenda è emersa, giovedì 28 settembre mattina, in un’aula del tribunale di Treviso, davanti al giudice Umberto Donà, e risale all’agosto del 2016 quando, secondo l’accusa, la coppia arrivò a Treviso con il preciso obiettivo di mangiare, bere e soggiornare gratis, dando false generalità.
Il primo esercizio pubblico a finire nel mirino di Catullo e Lugato fu la “Pizzeria da Roberto” di viale Cadore, a due passi da piazza Vittoria. Lì, secondo quanto contesta la procura, Catullo e Lugato si finsero turisti e, una volta entrati, si sedettero ad un tavolo vicino all’ingresso. Era la sera del 29 agosto di sette anni fa.
Dopo avere mangiato e bevuto, accumulando un conto da 75,50 euro, la coppia sparì. Fingendo di uscire per fumare una sigaretta, approfittando del momento in cui il personale era occupato, imboccarono l’uscita senza farsi notare e sparirono dalla circolazione.
In realtà, poco dopo, sempre in base alle indagini delle forze dell’ordine, la coppia si trasferì, a qualche centinaio di metri, all’hotel Continental di via Roma, dove, con una carta non valida e a nome di un’altra persona, prenotarono una stanza d’albergo per due notti, quella del 29 e del 30 agosto 2016. Anche in questo caso, con uno stratagemma, riuscirono a guadagnare l’uscita dell’albergo di via Roma, facendo sparire presto le proprie tracce.
I due ritrovati grazie alla videosorveglianza
Furono poi le forze dell’ordine, alle quali fu denunciato il fatto dai titolari dei due esercizi pubblici, Maurizio Caccianiga per l’hotel e Mirella Trentinaglia per la pizzeria, a risalire all’identità dei due imputati, attraverso la visione dei filmati delle telecamere e grazie anche all’analisi della carta di credito intestata ad un’altra persona con la quale fu prenotato l’albergo.
Nel frattempo, però, di anni ne sono passati sette dal momento della consumazione di un reato che si prescrive in sette anni e mezzo. Tenuto conto che giovedì il legale rappresentante dell’hotel Continental ha ritirato la querela e che il reato si prescrive a febbraio, ciò significa che alla prossima udienza del 4 aprile 2024 per entrambi gli imputati vi sarà sentenza di non doversi procedere.
