Ivrea, i Pifferi e tamburi non andranno al Castellazzo
IVREA
Non sarà il Castellazzo la nuova casa del Gruppo Pifferi e tamburi di Ivrea. L’amatissima compagine carnascialesca troverà probabilmente una sistemazione nel seminterrato dell’ex Valcalcino, che non condivide con gli altri piani il problema della portata dei solai che ha indotto gli uffici comunali, sotto la passata amministrazione, a decretare lo sfratto per tante associazioni (compresi i Pifferi, appunto), forti di una perizia commissionata appositamente.
L’assegnazione dei locali al gruppo con un contributo di 75mila euro per il restauro - l’immobile è davvero messo male- aveva sollevato un vespaio di polemiche. Il Pd e Viviamo Ivrea, che allora erano all’opposizione, avevano gridato allo scandalo soprattutto per il contributo diretto assegnato a un’associazione, senza passare da un bando. Una posizione ribadita oggi dall’assessore al Patrimonio Fabrizio Dulla del Pd: «Di fatto si assegnavano contributi da 75mila euro a cui sarebbero potute essere interessate anche altre associazioni senza un bando pubblico. Sinceramente, non ce la siamo sentita di dare seguito a un atto del genere. Stiamo però cercando, da subito, una soluzione più razionale». E la soluzione razionale, sarebbe appunto il seminterrato dell’ex Valcalcino. Dove, tra l’altro, non ci sarebbero problemi di vicinato. Sembra infatti che i residenti del quartiere avessero già raccolto delle firme e si fossero rivolti a un legale per mettersi al riparo da eventuali rumori molesti. Effettivamente quello stabile è in pieno centro, molto vicino alle case e avrebbe necessitato di un’insonorizzazione importante.
Così i Pifferi hanno effettuato un primo sopralluogo insieme all’assessore ai Lavori Pubblici Francesco Comotto di Viviamo Ivrea. «Mi è sembrato un incontro positivo - spiega Comotto -, tra l’altro loro hanno ancora dell’attrezzatura ai piani superiori e questo gli faciliterebbe il lavoro. Qui le case sono più lontane e non disturberebbero nessuno. La sala è capiente e per gli eventi come le bicchierate con i personaggi, si può pensare ad altre sistemazioni, come la sala Santa Marta. Tra l’altro all’ex Valcalcino a breve ripartiremo anche con la sala prove peri giovani».
La storia della ricerca della sede per i Pifferi inizia nel settembre del 2021, quando vennero sfrattati dall’ex caserma Valcalcino di via Dora Baltea. Il problema era appunto la portata dei solai: circa 200 chili, in linea con quelli richiesti per le civili abitazioni, ma non con gli uffici pubblici (circa 300).
La passata amministrazione aveva stipulato un contratto per i locali di via Arduino che aveva la durata di nove anni. Il Comune si era impegnato, inoltre, a sostenere le spese per le utenze di riscaldamento, luce e acqua nella misura del 90%, fino a un massimo di 7mila euro complessive all’anno. Per ristrutturare i locali del Castellazzo afflitto da anni di abbandono l’amministrazione aveva quindi messo a disposizione dei Piffferi, a mo’ di rimborso spese, la somma di 75mila euro (presi dall’avanzo di amministrazione), non certo sufficienti a coprire tutte le spese di riqualificazione che si sarebbero aggirate intorno ai 100mila euro.
