La Triestina di Tesser ha potenzialità, ma la mediana è da completare
TRIESTE. La partita con la Lazio ad Auronzo, come succede ogni estate, è solo un modo per reincontrare i propri tifosi nell’atmosfera fraterna con quelli laziali. Un’occasione che non fornisce elementi per formulare giudizi nè pregiudizi.
Eppure quanto visto sul prato cadorino suggerisce qualche spunto di riflessione. Nonostante l’impossibilità in questi primi giorni di ritiro di fare una lavoro tattico e atletico (anche per non appesantire i muscoli dei giocatori proprio in proiezione Lazio) il tecnico Tesser ha comunque disposto la squadra con tre centrocampisti, due attaccanti mobili e una punta centrale. Insomma nessuna variante al suo credo. E questo atteggiamento può essere molto proficuo in un gruppo nuovo e destinato a ulteriori modifiche. Insomma un certo ordine si è visto in campo e, almeno in fase di costruzione di una squadra, è un fattore positivo per forgiare un’identità ma anche perché è un elemento che dà chiarezza sulle cose da fare agli interpreti. Un altro tecnico, per evitare figuracce contro una squadra molto più forte e più preparata, avrebbe potuto agire in modo più prudente. Tesser non l’ha fatto e questo è il plus di avere un tecnico esperto e consapevole delle proprie conoscenze.
Eppure il trio di centrocampo attualmente a sua disposizione è composto solo da uomini di corsa e interdizione (Fofana può essere una sorpresa, Gori è una sicurezza). Un’idea interessante è il collocamento di Felici alle spalle delle punte quasi un inedito per il ragazzo che comunque ha dimostrato le sue capacità anche al cospetto di Sarri. È stato uno dei pochi a restare in campo a lungo e potrebbe essere un segnale anche in prospettiva. Perché l’ex Palermo ha richieste in cadetteria ma la società potrebbe ripensarci incontrando anche il favore della tifoseria. Forse un segnale è arrivato anche per Minesso al fianco di un Lescano che ha la taglia e la stoffa per essere il punto di riferimento e il terminale della manovra offensiva. Tesser conosce bene Minesso e potrebbe concedere un chance a un giocatore indiscutibile sul piano tecnico ma reduce da una stagione pessima.
Si sa che gli ambienti stimolano i calciatori e quello creato nell’ultimo anno (fatti salvi gli i tre mesi finali) non ha certo agevolato il lavoro di nessuno.
Per quanto le amichevoli, e per di più quelle contro un avversario fuori categoria, non creino stress l’impressione è stata che la squadra abbia giocato con voglia, concentrazione e serenità. Della difesa si può dire che, oltre alla conferma di Malomo, Pavlev e Rocchetti hanno mostrato buon dinamismo mentre il fisicato Rizzo, ha certamente bisogno più di altri di settimane di lavoro atletico, prima di capire se possa reggere nel reparto centrale. In porta bene Matosevic ma anche il giovane Agostino si è fatto trovare pronto.
Le priorità di mercato (al netto di ulteriori prevedibili uscite dopo quella che appare scontata di Ganz assente ad Auronzo) dovrebbero concentrarsi sì su un possibile quinto centrale e su un attaccante (o trequartista) in più, ma soprattutto su due centrocampisti. Uno di interdizione e inserimento, l’altro un play-maker sempre presente nelle squadre di Tesser. Non è banale trovarne uno all’altezza perché sono merce rara e i pochi sul mercato non sono disposti a scendere di categoria.
La palla in questo caso è nelle mani di Menta e Donati. Il tempo c’è e i conti anche sulle trattative si fanno alla fine (tra un mese e passa). Comunque prima Tesser avrà a disposizione una rosa completa e migliore potrà essere l’impatto sull’avvio del campionato.
