Gorizia, un pezzo della bomba diventerà monumento in piazzale Transalpina
GORIZIA. Un gioco di squadra riuscito: suo malgrado, la bomba disinnescata domenica mattina a pochi metri dal confine italo-sloveno è diventata un simbolo della cooperazione transfrontaliera tra Gorizia e Nova Gorica e, per questo, potrebbe presto essere ricordata nel piazzale della Transalpina con un monumento e una targa.
Proprio per il fatto di trovarsi a ridosso della frontiera, la rimozione del residuato della Seconda guerra mondiale ha richiesto una stretta cooperazione tra le due città. Le istituzioni delle Gorizie hanno dovuto lavorare gomito a gomito per trovare la soluzione migliore a un problema che, nei fatti, era comune. Non a caso l’area interdetta era equamente divisa tra l’una e l’altra parte e anche il numero degli sfollati è stato più o meno equivalente: sul fronte italiano sono state evacuate 1.210 persone (appartenenti a 670 nuclei familiari), mentre su quello sloveno i cittadini che hanno dovuto lasciare temporaneamente le proprie case sono stati 1.150.
Come evidenziato al termine dell’operazione, tutti si augurano che l’episodio rimanga isolato, ma è verosimile credere che così non sarà considerato il volume impressionante di bombe sganciate sull’area della linea ferroviaria nel 1945 (solo l’8 aprile ne sono piovute dal cielo 253 per un peso complessivo stimato di oltre 64 tonnellate).
In attesa che il materiale esplosivo venga eliminato, l’ordigno di fabbricazione britannica venuto alla luce lunedì scorso durante uno scavo per la fognatura in Kolodvorka pot poi messo in sicurezza dagli artificieri, si trova ora sull’altipiano di Tarnova. Secondo quanto riferito dalle autorità slovene verrà utilizzato per testare nuove tecniche di brillamento. Ciò significa che il guscio verrà fatto a pezzi. Tuttavia un frammento “significativo” potrebbe essere recuperato e utilizzato a scopi didattici e turistici.
Per questo lunedì 24 il sindaco di Gorizia, Rodolfo Ziberna, ha scritto un messaggio al collega di Nova Gorica, Samo Turel, con il quale ha proposto l’idea di creare un monumento alla Transalpina. «I bombardamenti Alleati sulla città furono organizzati per rallentare la ritirata nazista. Visto che nell’ambito della riqualificazione dello spazio transfrontaliero tra le due città è prevista anche la posa di una decina di pietre bianche, potremmo utilizzarne una per mettere un frammento significativo della bomba ritrovata la scorsa settimana a due passi dal confine e accompagnarla con una targhetta che rievochi i fatti di allora», ha osservato il primo cittadino.
