Mai così tanti sciatori sulle piste friulane, è stata una stagione invernale da record: oltre 800 mila ingressi agli impianti
UDINE. Mai così tanti sciatori sulle piste del Friuli Venezia Giulia. L’ultima stagione turistica invernale, infatti, si è chiusa per la Regione con numeri da record, decisamente superiori anche all’ultima annata pre-Covid (all’epoca la migliore della storia recente in Fvg) e nonostante una quantità di giornate “sciabili” inferiore a quella delle altre annate.
«Una stagione decisamente superiore alle aspettative – ha commentato il presidente della Regione, Massimiliano Fedriga – e che testimonia la bontà del lavoro svolto in questi anni sia a livello di riconoscibilità del territorio sia di accoglienza».
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I numeri complessivi
PromoTurismoFvg si era dato due parametri di riferimento per valutare i risultati della stagione che si è chiusa a Pasquetta: 685 mila primi ingressi agli impianti – cioè volgarmente sciatori sulle piste – e più o meno 8 milioni di passaggi complessivi.
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Bene, a consuntivo portato a termine, i primi ingressi sono stati 833 mila e i passaggi, totali, superiori alla quota di 9 milioni. Traducendo queste cifre in incasso, questo è andato oltre i 15 milioni 500 mila euro contro un dato di una stagione media che non supera un range compreso tra 13 e 13 milioni 500 mila euro.
Il tutto, come detto, a fronte di numero di giornate “sciabili” – causa meteo e temperature elevate – che è risultato inferiore al recente passato.
L’andamento complessivo
La Regione, tramite PromoTurismoFvg, gestisce direttamente sei poli: Forni di Sopra/Sauris, Piancavallo, Sappada/Forni Avoltri, Sella Nevea, Tarvisio e Ravascletto/Zoncolan. Tutte le località montane – anche grazie a una politica tariffaria da prezzi bloccati che ha attratto un numero consistente di sciatori dalle altre regioni – hanno fatto registrare una significativa crescita di presenze, non soltanto rispetto alla stagione 2021/2022 (di per sè già molto positiva), ma pure nel confronto con il periodo pre-pandemico: la crescita dei primi ingressi, infatti, è stata del 15,8% rispetto alla precedente annata invernale e del 24% prendendo a riferimento il pre-Covid, quindi il 2019/2020.
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Proseguendo, i singoli passaggi sono invece aumentati dell’11,2% rispetto al 2021/2022 e del 14,7% nel confronto con l’ultima annata antecedente il Covid. «Merito – ha sostenuto l’assessore alle Attività produttive e Turismo, Sergio Bini – di un significativo cambio di passo nella promozione e degli investimenti sul settore montano messi in cantiere nel corso della precedente legislatura, che hanno impegnato risorse complessive per oltre 65 milioni euro, garantendo un’offerta più ricca, un maggior numero di servizi e una crescita della qualità media sugli impianti della nostra regione».
Come detto, anche se in questo caso PromoTurismoFvg non ha diffuso i numeri specifici, è stato notato pure un aumento degli sciatori provenienti da altre regioni. In particolare parliamo di Veneto, Centro Italia, ma anche, all’estero, Austria, Slovenia e Ungheria. «Risultati ottenuti – ha detto Bini – grazie, soprattutto, a campagne promozionali mirate ed efficaci».
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I risultati dei singoli poli
Il polo invernale dove si è registrato il maggior numero di primi ingressi è quello che comprende lo Zoncolan e Ravascletto con 235 mila 329 sciatori, cioè il 9,1% in più dei 215 mila 615 del 2021/2022 e il 7% rispetto al periodo pre-Covid quando furono 220 mila 160. Ha raggiunto praticamente gli stessi numeri, quindi, Tarvisio con 233 mila 79 primi ingressi stagionali che sono equivalsi a un balzo dell’11,5% nel confronto con la passata stagione (199 mila 969) e di ben il 36% rispetto al 2019/2020 (171 mila 264).
Davvero straordinaria, inoltre, la performance di Piancavallo che ha archiviato i mesi invernali con 166 mila 866 sciatori pari all’11% in più dell’annata precedente (150 mila 560, ed era già stata ottima) e addirittura con un balzo in avanti del 57% rispetto al dato pre-pandemia (106 mila 56).
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Ancora, poi, è stato molto buono il risultato di Sappada con 79 mila 895 primi ingressi, equivalenti al 17% del 2021/2022 (68 mila 39) e dell’8% nel confronto con il 2019/2020 (73 mila 760). Sostanzialmente identici, infine, i totali di Sella Nevea e Forni di Sopra/Sauris.
Nel primo caso parliamo di 59 mila 575 primi ingressi equivalenti al +60% rispetto ai 37 mila 356 dell’anno precedente (quando il polo era stato fortemente penalizzato dallo stop ai passaggi da e per Bovec) e del 25% nel confronto con il pre-Covid (47 mila 496). A Forni di Sopra/Sauris, invece, gli sciatori sono stati 58 mila 683, cioè il 21% in più dei 48 mila 425 del 2021/2022 e il 10% in più del 2019/2020 (53 mila 167).
Il commento dell’assessore Bini
Pollice alto, dunque, per l’assessorato al Turismo. «I numeri sono stati ottenuti a parità di prezzo dello skipass – ha infatti sottolineato Bini –. I poli del Friuli Venezia Giulia sono stati gli unici dell’intero arco alpino a non ritoccare le tariffe proponendo un’offerta molto competitiva e attrattiva rispetto alla concorrenza».
Per quanto riguarda le tipologie di skipass, i più venduti sono stati i biglietti giornalieri: più o meno il 50% del totale, comprendenti quelli a ore), seguiti dai plurigionalieri (25%, con il biglietto da 5 giorni che risulta il più utilizzato), dagli stagionali (8% dei biglietti complessivi) e da sci@sempre (con circa la stessa cifra percentuale. —
