Gratteri: «La ’ndrangheta vuole espandersi in Veneto. Attenzione a Pnrr e Giochi»
Nicola Gratteri, procuratore capo a Catanzaro, ritorna nel profondo Nordest e riaccende i riflettori sulle Olimpiadi e il Pnrr. «Le mafie sono presenti dove c’è da gestire denaro e potere. Le Olimpiadi sono un’opportunità, il Pnrr è un’opportunità. Ma le mafie ci sono e ci saranno, non staranno a guardare. Faranno di tutto per sedersi al tavolo apparecchiato e prendere la loro parte, come hanno già fatto». Quindi non staranno a guardare neppure sulle opere olimpiche, seppur si tratti di pochi miliardi? «Noi li sentiamo discutere da almeno due anni su come approfittare del Pnrr, quindi si figuri se alle Olimpiadi stanno a guardare».
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Gratteri venerdì 21 sera si trovava a Pieve di Soligo per il primo appuntamento di “Pieve Incontra”. In 500 ad ascoltarlo al Teatro Careni, ai piedi delle Colline dell’Unesco. Un centinaio di persone ha dovuto rinunciare all’ingresso, per ragioni sicurezza. In prima fila l’assessore alla Protezione civile, Giampaolo Bottacin, che ha avuto un colloquio privato, su temi delicati; il benvenuto da parte del sindaco Stefano Soldan.
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Le mafie in regione, anzi a Nordest sono ben radicate. Lo sa anche da Catanzaro?
«Siamo in attesa della sentenza del processo ai "casalesi” di Eraclea. La Ndrangheta in Veneto è in espansione, in crescita. Già in altre Regioni è radicata ormai da decenni come in Lombardia, in Piemonte, in parte dell’Emilia-Romagna. Si sta allargando, insediando e radicando in Veneto ed in Trentino Alto-Adige».
I tanti roghi di aziende trevigiane, anzi venete, che cosa certificano?
«Le mafie hanno un linguaggio e hanno bisogno di essere riconosciute e di farsi riconoscere. Le mafie hanno bisogno di spiegare cosa vogliono».
Quindi sono roghi "mafiosi”?
«Il loro obiettivo è quello di comprare alberghi, pizzerie, ristoranti, attività, entrare anche come soci di minoranza in aziende magari un po' in crisi, perché il loro obiettivo è quello di rilevare l’attività, in particolare quella commerciale, per farne riciclaggio. Le mafie non hanno bisogno di arricchirsi, sono già ricche, in particolare la Ndrangheta. Il problema della Ndrangheta è quello di giustificare la ricchezza, riciclare milioni di euro».
In altre parole, chi può dirsi immune dalle infiltrazioni?
«Non esiste una Regione in Italia immune, come non esiste uno stato europeo immune dalla presenza della mafia italiana, della Ndrangheta. Se pensa all’Olanda, io 25 anni fa dicevo al Procuratore di Rotterdam “Guarda che qui c’è la Ndrangheta”. Non mi ha ascoltato. Oggi in Olanda ci sono tre mafie: c’è la mafia albanese, c’è la Ndrangheta e la terza generazioni di nordafricani. Sono molto feroci, violenti, già lì in Olanda hanno ammazzato un giornalista, un avvocato, un collaboratore di giustizia. La situazione è abbastanza allarmante. Se si pensa che la Germania è, dopo l’Italia, il Paese con più alta densità ndranghetistica. Perché la Germania è uno stato ricco, è più facile mimetizzare la ricchezza e quindi le opportunità di arricchimento sono maggiori».
A Nordest sono frequenti anche gli incendi ai centri di rifiuti. Il fine?
«Può esserci anche il racket delle estorsioni. Alcuni incendi possono essere anche truffe alle assicurazioni. Solitamente le causali quando c’è un incendio sono queste due. Quasi mai è autocombustione. E, attenzione: lo smaltimento illegale dei rifiuti ed è una di quelle forme di arricchimento delle mafie».
