Il bilancio non passa, sospeso il consiglio Il Comune è a rischio commissariamento
Il bilancio consuntivo non passa, il consiglio sospende la seduta e ora il Comune di Porto Mantovano rischia il commissariamento. Nel consiglio comunale di giovedì sera, i consiglieri d’opposizione (Lega e Cinque stelle) e i tre del Gruppo Misto (Roberto Mari, Valentina Tomirotti e Vittorio Rescigno) hanno bocciato il rendiconto, primo punto all’ordine del giorno. Un voto contrario che arriva dopo che, per tutto il 2022, lo stesso gruppo aveva approvato il bilancio di previsione e tutte le variazioni, astenendosi soltanto in un’occasione. Cosa accadrà? Dell’inciampo è stata informata la Prefettura, che dovrà chiedere di votare di nuovo il bilancio entro 20 giorni per evitare la decadenza del consiglio.
Per Pd e Porto futura, che compongono la maggioranza, quanto è successo compromette l’azione amministrativa di Porto Mantovano, comune di quasi 17mila abitanti, e «che - spiegano i capigruppo Angelo Andreetti (Pd) e Guido Bonora (Porto futura) provoca un ribaltamento dell’esito democratico» delle scorse amministrative, quando i tre furono eletti nelle liste Pd.
«Sono avvenimenti come questo - incalza la maggioranza - che producono disaffezione verso la politica». Pd e Porto Futura parlano di un insieme di scorrettezze e incoerenze, culminate con «l’inspiegata bocciatura del rendiconto 2022 e la palese impreparazione del presidente Mari», e di responsabilità alle quali non si può fuggire. «Quelle che Tomirotti, Mari e Rescigno si sono assunti con il loro voto sono pesantissime, a partire da quei progetti che rischiano di essere compromessi o interrotti: la gestione dei bandi Pnrr, il piano asfalti 2023, la gestione della piscina comunale (il cui affidamento scade a settembre), le attività culturali, l’interlocuzione con Rfi per i sottopassi, solo per citarne alcuni».
Per i tre consiglieri del Gruppo Misto, quanto è successo in consiglio ha messo «una pausa all’iter amministrativo, logoro da troppo tempo». I tre sostengono che si sia perpetuata, nel tempo, una situazione di «mancanza di dialogo, politico e umano», fino ad arrivare a una resa dei conti che nessuno avrebbe voluto, ma non più rimandabile. «Da mesi - dicono - la “stampella” di Vivere Porto ha fornito assist di sopravvivenza». Poi l’attacco: «Ieri sera (giovedì, ndr) con la mancanza del consigliere Bettoni, qualche domanda maggiore andrebbe formulata: troppo alta la posta richiesta per continuare “l’assistenza”?».
Illazioni rispedite al mittente da Gianfranco Bettoni, assente giustificato per gravi problemi familiari. «Sono altri che stanno tradendo la fiducia dei lettori - dice il consigliere di Vivere Porto - E la mia posizione di ago della bilancia non l’ho certo cercata. Sia chiaro che il mio non è un Aventino e da, cittadino responsabile, non mi piacerebbe avere un commissario prefettizio».
Per il gruppo consiliare della Lega, la bocciatura del bilancio è una conseguenza che nasce da lontano. Il gruppo ricorda le proprie perplessità, fin dal secondo insediamento a luglio 2019, su alcune opere, e la richiesta, inascoltata, di istituire una commissione bilancio (chiesta, giovedì, anche da Renata Facchini dei Cinque Stelle). Pandemia e rincari «hanno creato, poi, - dice la Lega - una crisi economica che doveva fare riflettere e magari procrastinare alcuni progetti non vitali».
Sul consiglio di giovedì interviene anche Sinistra Italiana, in consiglio con Moreno Dorini. «Chiediamo al sindaco e al Partito democratico - scrive Fausto Banzi, responsabile enti locali del partito - di cercare di allargare la maggioranza su precisi contenuti alla lista di Vivere Porto e magari anche ad altre forze riconducibili al campo del centro sinistra. Altrimenti che si torni a votare». Dà l’amministrazione già per spacciata Salvatore Scalia di Fratelli d’Italia: «Speriamo che, nel goffo tentativo di salvare la poltrona, qualcuno non si inventi un appoggio per prolungare la gestione fallimentare dell’amministrazione guidata da Massimo Salvarani. Di fatto non esiste più nessuna maggioranza a guida Partito Democratico. Quello che è stato fatto, e poi trasposto nel bilancio, è stato sonoramente bocciato».
