Se i cacciatori uccidono più degli orsi
Le immagini dell’orsa Jj4, catturata e sedata, sono su tutti i canali di comunicazione. Suscitano emozioni, anche empatia. Certo non meno della morte del runner di 26 anni. Una giovane vita lacerata, che sia da strada, da lavoro o per gli artigli di un orso, è sempre un dolore immenso. Così oscilliamo tra onde emotive, al di sotto delle quali corrono le diverse visioni dell’uomo nel mondo.
Razionalmente verrebbe da confrontare questa morte con altre, altrettanto inconsuete: cercando in rete ho trovato 32 morti provocati da cani tra il 1984 e il 2009 e circa 70.000 aggressioni canine all’anno in Italia. I cacciatori sono più letali degli orsi: i dati che circolano sono di oltre 200 vittime nel periodo 2011-2022 e di circa 750 feriti. Nessuno ha chiesto, spero nemmeno per scherzo, l’abbattimento dei cacciatori anche se per i cani, in qualche caso, la soppressione è avvenuta. Se affrontassimo con razionalità il problema del nostro contatto con gli altri esseri viventi ne ricaveremmo la certezza che si tratta di un’area relazionale che determina rischi che vanno studiati e necessitano di strategie intelligenti.
Tranne gli esperti, per esempio, nessuno si informa sulla complessità del mondo microbico e virale, come invece ci ha ricordato il Covid. Dimentichiamo la natura degli altri viventi perché una larga parte dell’umanità è convinta di avere avuto in eredità l’intero pianeta, o per diritto divino o per semplice supremazia organizzativa.
Benché la biomassa della terra sia costituita, nella stragrande maggioranza, da piante e microrganismi, continuiamo a pensarci centrali. Anzi, dal momento che nel pianeta il numero di animali allevati supera di gran lunga il numero di quelli liberi, siamo indotti a considerare come “normale” solo ciò che è allevabile o addomesticabile.
Vorremmo gli interi ecosistemi ritagliati ad usi e costumi di polli, maiali e bovini da allevamento. Ma se potessero reagire, capendo come li alleviamo e come li ammazziamo, temo non sarebbero più benevoli dell’orsa Jj4. Come non lo sono i cani, quando qualcosa infrange quell’equilibrio di relazione che ci lega da migliaia di anni.
Cosa solleva, allora, il sanguinoso incontro tar orsa e runner? Per una parte dei cittadini che è necessario che i boschi siano sicuri, ovviamente per l’uomo. Il che implica togliere gli animali pericolosi da quegli ecosistemi, rendendoli sfondi per una vita rilassante. Probabilmente anche senza cacciatori sarebbero più sicuri. Ma i cacciatori votano, gli orsi no.
Per un’altra parte dei cittadini va riconosciuto che i boschi sono abitati da altre specie e ciò costringe a modulare i nostri comportamenti. Sono posizioni che sottendono due visioni del mondo opposte: chi sta con le balene e chi con le baleniere. Quella che considera il pianeta come proprietà dell’uomo è ancora la dominante.
La mediazione dovrebbe venire dal mondo della scienza e poi della politica a cui spetta la sintesi e l’attuazione di misure corrette. Nel frattempo, se sei un orso, il tuo destino dipende da quali siano i politici nel territorio in cui pensavi di passare la tua esistenza.
Conviene, sempre, informarsi. Anche per gli orsi.
