Festa di fine Ramadan: radunate migliaia di persone in tutta la provincia di Venezia
In migliaia per la festa dell'Eid al-Fitr. Festa di fine Ramadan venerdì mattina (21 aprile) dalle prime luci dell'alba dopo l'avvistamento della prima falce della luna di giovedì sera.
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Nonostante il meteo incerto le comunità islamiche di Venezia e della provincia hanno pregato nei centri e nei luoghi di culto, colorando la città con i vestiti tradizionali.
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TUTTI IN PREGHIERA
Da via Lazzarini a via Monzani, da piazzale Madonna Pellegrina a via Paolucci a Marghera passando per via Linghindal, laterale di via Torino. In duemila al Parco del Piraghetto, grazie all'organizzazione di Prince Howlader e della sua squadra.
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Park monopattini elettrici, zona donne e uomini, casse stereo e altoparlanti, imam attrezzati. Ciascuno con corano e tappetino al seguito.
E poi tutti a fare festa, scambiarsi gli auguri, scattare selfie e rilasciare interviste per blogger e tivù bengalesi.
IL MESSAGGIO DELLA CHIESA "SIETE LA NOSTRA SPERANZA”
Don Nandino Capovilla, parroco della Cita e attivo nel dialogo ecumenico e interreligioso, ha lanciato un messaggio forte alle comunità musulmane in festa, bacchettando il mondo istituzionale: «Mai come quest’anno passo da una piazza stracolma ad una moschea piena di vita nella mia città in festa per la fine del Ramadan. Migliaia di amici e fratelli e soprattutto concittadini che con i loro vite sono la migliore risposta a questo perverso e pericoloso “razzismo delle istituzioni” che non dobbiamo assolutamente sottovalutare».
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Prosegue: «”Dobbiamo aprirci sempre di più a questa società attraverso una convinta partecipazione culturale, sociale e anche politica alla vita della nostra città” ha affermato nel suo sermone in moschea Sadmir Aliovsky presidente della comunità islamica della provincia di Venezia». Continua «E ci sembra di essere in un altro Paese dopo che un ministro della Repubblica non solo aveva evocato un complotto di cancellazione dell’identità cattolica causato dagli stranieri con l’espressione di “Sostituzione etnica” ma soprattutto dopo che l’intero governo l’aveva difeso in questo assurda tesi “agli antipodi dell’umanesimo fraterno cristiano, della civiltà europea e dei valori di solidarietà e di pace sui cui da tre quarti di secolo abbiamo cercato di costruire una società a misura di ogni uomo e di ogni donna” (Marco Tarquinio)».
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Chiude il sacerdote: «Eid Mubarak fratelli e sorelle musulmane. A questo punto penso che forse solo voi potrete preservare l’Italia. Voi che stamattina, mentre non riuscivo nemmeno a rispondere con una stretta di mano a tutti i sorrisi e gli abbracci di tantissimi amici diventati fratelli, ascoltavate il vostro presidente che vi raccomandava “lavoriamo insieme per il bene comune, per vedere e vivere le differenze come una ricchezza, perché Allah ci ha creati diversi per incontrarci e conoscerci a vicenda!”».
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