Assiste un collega che si è infortunato: la Belleli di Mantova multa il sindacalista Rls
«Si tratta purtroppo dell’ennesimo provvedimento preso da questa azienda per sanzionare i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza durante lo svolgimento del loro ruolo». L’azienda in questione è la Belleli Energy Cpe del gruppo Tosto e a puntare il dito è il segretario generale della Fiom Cgil Marco Massari dopo che un Rls è stato sanzionato. Il motivo: essersi allontanato dalla sua postazione di lavoro per assistere in infermeria un collega infortunato. Provvedimento in sé limitato a una multa pari a un’ora di stipendio, ma la questione per il sindacato è di principio.
Ecco i fatti. È il 3 marzo mattina e Christian Tavella, Rsu e Rls Fiom, è al suo posto di lavoro nel reparto manutenzioni quando un collega meccanico, impegnato nella riparazione di un muletto a pochi metri di distanza, gli chiede aiuto. «La ventola di raffreddamento gli aveva risucchiato il guanto da lavoro – racconta – e si era ferito in modo importante a tre dita. Mentre mi stava spiegando l’accaduto è sopraggiunto l’Aspp, l’addetto aziendale al servizio di prevenzione e protezione che ha accompagnato il collega in infermeria, a piedi e non con un mezzo, anche se io avevo chiesto insistendo di farlo portare in ospedale». È in quel momento che Tavella decide di dirigersi in infermeria «per chiedere al lavoratore come stesse viste le ferite molto evidenti» e per accertarsi che il responsabile del servizio di protezione e prevenzione (Rspp) «lo facesse accompagnare in ospedale considerando che in uno degli ultimi incontri in in azienda con Ats era stato ribadito che in caso di infortunio, indipendentemente dalla gravità, un lavoratore va trasportato in ambulanza all’ospedale». Cosa che poi è accaduta, ma «su mia insistenza, dopo che mi era stato risposto che non spettava a me decidere, e su richiesta dello stesso collega ferito che è poi rimasto a casa in infortunio fino al 17 marzo».
Intanto il 10 marzo a Tavella arriva la contestazione disciplinare per aver sospeso l’attività che stava svolgendo lasciando la sua postazione «senza avvisare il caporeparto e senza avere alcuna autorizzazione», assentandosi secondo l’azienda per circa 15 minuti «senza che ve ne fosse alcuna motivazione». Di lì a tre giorni l’Rls risponde per iscritto, come previsto dalla normativa, ricostruendo l’accaduto e precisando di essersi assentato per pochissimi minuti, «al massimo cinque solo per svolgere la mia funzione di Rls», e di aver prima cercato il caporeparto per informarlo «ma in quel momento non era presente in reparto e ho valutato di recarmi in infermeria vista la situazione di emergenza». Spiegazione che all’azienda non basta e il 16 marzo ecco la sanzione per una “condotta” che «esula dalle attribuzioni dell’Rls».
Nel ricordare che già in passato una sentenza ha dato ragione al sindacato per un episodio analogo sempre in Belleli, Tavella aggiunge solo che «la questione è di principio e non la multa: gli Rls sono un elemento fondamentale per la prevenzione e invece qui veniamo sanzionati». Multa di cui si farà carico la Fiom: «Sarebbe inutile intasare tribunale e ispettorato per un’ora di sanzione – conclude il segretario Massari – ma resta il fatto che è assolutamente ingiustificata e che è incomprensibile come questa azienda in tutti questi anni non abbia capito che gli Rls hanno doveri stabiliti dalla legge, insomma fanno solo quello che devono per tutelare la sicurezza dei lavoratori che rappresentano».
