Stadio Euganeo, obiettivo nuova curva Sud a gennaio
Obiettivo: entrare nella nuova curva a gennaio 2024, mettendo fine a un’odissea durata quasi tre anni. La notizia dell’archiviazione del procedimento contro il sindaco Sergio Giordani e l’assessore Diego Bonavina è stata accolta con soddisfazione anche dai vertici societari del Calcio Padova e dai suoi tifosi. Il club di viale Rocco non vuole rilasciare dichiarazioni sulla vicenda, confermando quel profilo distaccato che ha spesso mantenuto in merito. Tuttavia, la presidente Alessandra Bianchi si è dimostrata solidale con sindaco e assessore, e dopo le tensioni accese dalla visita di Oughourlian a febbraio, ora i rapporti tra le parti sono tornati sereni.
I tifosi
Un po’ meno sereni sono i rapporti con i tifosi, come dimostra lo striscione appeso dagli ultras alla gradinata dell’Appiani, poco prima dell’abbattimento, in cui si criticava la giunta anche per la gestione del cantiere della nuova curva. Se la frangia estrema della tifoseria ha da tempo abbandonato i tavoli di discussione con il Comune sui progetti per le migliorie dello stadio, le altre associazioni continuano nel dialogo. Il prossimo incontro è previsto per il mese di maggio e si parlerà del nuovo bando per l’assegnazione dei lavori: «Purtroppo tutte queste vicissitudini hanno portato allo stremo la tifoseria – spiegano i portavoce del gruppo “Padova non merita l’Euganeo” – Crediamo però che non abbia senso guardare indietro a quello che è successo. Noi continueremo a fare la nostra parte per provare a migliorare lo stadio. C’è stato garantito che si realizzeranno i corpi di collegamento tra la nuova curva e le tribune e per questo ci piacerebbe raccogliere le idee per realizzare su queste strutture una serie di murales che possano abbellire l’opera».
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Monitora la situazione anche Appartenenza biancoscudata: «Non vogliamo fare previsioni ma contiamo che adesso i tempi possano stringersi. L’apertura della curva giova a tutti noi e alla città intera».
Il commento di Bonavina
«Sono stati mesi davvero difficili, non lo nascondo. Ma sapevo che sarebbe andata a finire così», è il racconto dell’assessore Bonavina il giorno dopo l’archiviazione. «Inizialmente ho vissuto un momento di grande dispiacere, poi ho cercato di essere più razionale riguardo a quanto stava accadendo – spiega l’assessore – Grazie anche al mio trascorso da avvocato ho vissuto questo periodo con più tranquillità. Ora mi sono tolto un bel fardello dalle spalle».
Superato l’ostacolo, la volontà di Bonavina è quella di riprendere i lavori nel minor tempo possibile. «Abbiamo un’opera pubblica ferma. Adesso la mia preoccupazione è quella di proseguire su una strada che, voglio ricordarlo, è stata interrotta a pochi giorni dalle conclusioni». Di tempistiche, però, l’assessore non vuol più sentirne parlare. «L’esperienza insegna: un mio grande errore è stato quello di riferire le speranze e le prospettive. Rifarei tutto quello che ho fatto, ad eccezione di espormi con previsioni, perché questo è stato un boomerang. Posso assicurare che abbiamo tutti i tecnici comunali al lavoro».
Se bisogna attendere lo stato di consistenza per conoscere le tempistiche, si può però presumere che i lavori potrebbero riprendere anche prima del previsto, grazie al nuovo codice degli appalti. Questo, infatti, dà la possibilità all’amministrazione comunale, per i progetti sotto i 5 milioni, di poter invitare una decina di ditte qualificate a una procedura di gara d’appalto semplificata.
Dell’innocenza di Giordani e Bonavina non aveva dubbi Manuel Bianzale del gruppo misto: «Tuttavia rimane la responsabilità politica di una scelta poco coerente rispetto all’indirizzo oramai consolidato di affidare alle società sportive la gestione dello stadio che costerà milioni di euro dei padovani».
