Le cavallette infestano i Colli Euganei: l’Università le studia per una soluzione
Da alcuni giorni l’Università di Padova, con il Dipartimento di agronomia, animali, alimenti e risorse naturali e ambiente (Dafnae), sta effettuando nei boschi del monte Madonna, in territorio del Comune di Teolo, un monitoraggio della cavalletta “barbitistes vicetinus”. Un insetto particolarmente vorace che si riproduce ai margini dei boschi e attacca colture agricole, vigneti compresi sui filari più vicini all’area boschiva, ma anche piante da frutto come ciliegio, mandorlo e albicocco.
L’osservazione degli esperti dell’Ateneo padovano di questa varietà autoctona della famiglia delle “tettigoniidae” è stata messa in atto nelle vicinanze dell’ex piattaforma di lancio dei deltaplani, sul versante est del colle, in un’area di proprietà della Provincia.
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Poco lontano da dove è stato posizionato il monitoraggio, con qualche settimana di anticipo rispetto agli anni passati, le cavallette stanno già divorando i germogli, ancora freschi, di una pianta di nocciolo. L’esplosione delle pullulazioni di solito avviene con l’arrivo del primo caldo, a partire dai primi giorni di maggio. Nelle passate stagioni le zone del Parco Colli maggiormente attaccate sono state quelle di Laghizzolo, a Boccon di Vo’, e di Luvigliano di Torreglia, e l’area dei Regazzoni in territorio di Galzignano Terme. Sebbene innocuo per l’uomo, l’insetto risulta essere particolarmente fastidioso per la sua invadenza in quanto arriva ad attaccarsi alle pareti esterne delle abitazioni.
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Le possibilità di contenimento della specie sono allo studio dell’Università di Padova. Una delle tecniche sperimentate con successo negli anni passati è quella delle fasce cosparse di vischio da mettere attorno al fusto delle piante a circa un metro e mezzo da terra, dopo aver liberato la chioma dagli insetti, che non sono dotati di ali ma che si spostano saltando o camminando con la tendenza di salire verso l’alto. Si stanno sperimentando anche altre tecniche. Gli unici animali antagonisti della “barbitistes vicetinus” sono quelli da cortile (polli, faraone, tacchini). Sono fortemente sconsigliati trattamenti con prodotti chimici, sopratutto in questo periodo di fioritura delle piante, perché causerebbero notevoli danni alle api e agli altri insetti impollinatori.
