Operaio morto dopo una caduta da 16 metri: quattro indagati, l’accusa è di omicidio colposo
MANIAGO. Un’indagine complessa e delicata quella che dovrà accertare se ci siano responsabilità penali nella morte di Soufiane Toumani, 27 anni, marocchino, residente a Ortovero (provincia di Savona) avvenuta la sera di mercoledì 29 marzo, per un infortunio sul lavoro.
Dopo gli accertamenti condotti dai funzionari dell’azienda sanitaria addetti alle verifiche sui luoghi di lavoro e l’informativa depositata dai carabinieri della stazione di Maniago e del radiomobile di Spilimbergo, la procura ha aperto un’indagine per l’ipotesi di omicidio colposo.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12729697]]
Per fare luce sulle cause della caduta si procederà all’autopsia e agli esami tossicologici sulla salma, prima di dare il nulla osta per la sepoltura. Dai traumi riportati dall’infortunato potrebbero emergere elementi per chiarire la dinamica dell’infortunio.
Sono quattro gli indagati – con ruoli in alcune delle società coinvolte – in vista degli accertamenti irripetibili, affidati al medico legale Antonello Cirnelli. Per prassi vengono inviati gli avvisi di rito, affinché gli indagati possano dotarsi di un proprio consulente tecnico ed esercitare il diritto alla difesa.
Il giovane era dipendente dell’azienda milanese Star, a cui Bioman – azienda che ha come core business i rifiuti – aveva affidato il compito di installare sul tetto un impianto fotovoltaico.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12727890]]
Gli inquirenti devono ricostruire passo dopo passo cosa sia accaduto nel momento in cui Toumani è salito sulla copertura per svolgere il proprio lavoro. Quello che si sa è che un pannello su quel tetto – che era stato rifatto solo due anni fa – si è aperto come una botola facendo precipitare l’operaio da una altezza di 16 metri.
I traumi che ha riportato nel terribile volo gli sono stati fatali: è deceduto all’arrivo in pronto soccorso a Pordenone, i prolungati tentativi di rianimazione sono risultati vani.
[[ge:gnn:messaggeroveneto:12727213]]
Quello che per ora è emerso dai rilievi dei tecnici del servizio di prevenzione e sicurezza negli ambienti di lavoro (Spsal), che fa capo all’azienda sanitaria, è che al tetto del capannone era possibile accedere tramite una scala senza la necessità di un’imbragatura, visto che la la copertura era circondata sui lati da un parapetto. Proprio l’accesso al tetto è stato subito bloccato.
Lo Spsal ha sequestrato anche frammenti di un pannello, che potrebbero aiutare a capire lo stato del tetto al momento della caduta mortale.
L’indagine, coordinata dal pubblico ministero Federico Baldo, dovrà esaminare molti elementi prima di poter ricostruire la verità dei fatti. —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
