Trieste, la palestra Frausin va in gara per essere pronta alla fine del 2025
TRIESTE. Sessanta giorni per la progettazione definitiva, quaranta dì per la progettazione esecutiva, 270 giorni di cantiere dalla data del verbale di consegna. Traduzione cronoprogrammatica: il gong d’avvio dovrà risuonare in ottobre, la bandiera dell’arrivo sventolerà nel dicembre 2025-gennaio ’26.
Tempi stretti
empi strizzati, come esige il Pnrr, per trasformare l’attuale semi-rudere di via Luigi Frausin - dedicata a un esponente comunista e partigiano, ucciso nel 1944 - in un moderno impianto indoor multidisciplinare. Con la crono Pnrr si può fare filotto: infatti il bando comunale, come sempre impostato da Riccardo Vatta, pretende due livelli di progettazione ed esecuzione del primo stralcio. In tutto per ora 2,6 milioni Iva compresa, anche se per completare l’opera servirà un altro milione e mezzo fino a 4,1 milioni (sommando risorse statali.
Scadenza 22 maggio
Vatta detta il termine per il ricevimento delle offerte alle ore 12.30 di lunedì 22 maggio e relativa apertura il giorno seguente. C’è già una primissima fase progettuale, quella tecnico-economica, che è stata predisposta dallo studio Mads, avendo come responsabile Sergio Vesselli: la giunta comunale l’ha recepita pochi giorni fa.
La realizzazione
Il primo capitolo della relazione generale spiega le ragioni di questa realizzazione. C’è uno spunto “rionale” legato a un quartiere popoloso come San Giacomo, dove il nuovo impianto andrebbe a integrarsi con la palestra di via Vespucci dove è insediata “Artistica 81”. Il presidente di questo sodalizio, Fulvio Bronzi, ha visto il progetto e non ha alcunchè da obiettare: quando uscirono le primo notizie su via Frausin, il vertice di Artistica 81 ebbe da obiettare (le strutture sono confinanti) e dovette intervenire il sindaco Dipiazza a smorzare le tensioni. Così anche l’impianto “Emilio Felluga” rientrerà nell’operazione.
C’è poi uno spunto scolastico: il futuro impianto potrà essere utilizzato dalle prospicienti scuole Duca d’Aosta, Ribicic, Cankar «attualmente sprovviste di spazi adeguati».
Spazio sportivo
Ultimo ma non ultimo c’è un motivo di carattere squisitamente sportivo-agonistico: il progettista ha pensato a un luogo coperto vocato a pallacanestro/pallavolo, arti marziali, scherma, ginnastica artistica. Dove vi sia posto per gli spettatori, un problema assai diffuso negli impianti sportivi triestini. Infatti il primo stralcio prevede gli spazi per chi assista all’evento, quindi tribune, servizi igienici, primo soccorso.
L’area agonistica
Le dimensioni dell’area agonistica sono pari a 19,10 metri per 32,10 metri, compatibili con le esigenze di basket e volley. Sarà pavimentata in legno e su di essa troveranno collocazione anche le pedane per arti marziali e ginnastica. Altezza interna minima di 7 metri. In programma opere al grezzo per una piccola foresteria. Servizi di supporto all’attività, dunque spogliatoi, deposito delle attrezzature, ecc.
Fonti rinnovabili
Massima attenzione agli aspetti energetici, con fabbisogno molto basso coperto da fonti rinnovabili, mediante installazione di pannelli fotovoltaici.
Un ultimo interessante aspetto di questa riqualificazione riguarda il sottosuolo: l’analisi di rischio archeologico, condotta da ArcheoEst, rivela che l’area di via Frausin è sottoposta a un’elevata probabilità che scavando si trovi “qualcosa”. Come già accadde in passato: una stele romana, la strada romana diretta verso l’Istria, l’acquedotto della Rosandra, una necropoli... Occhio alla benna.
