Il rinato Viadana spegne anche le Fiamme Oro
Si dice che tre indizi facciano una prova. Ebbene tre vittorie contro formazioni tutte al di sopra dei gialloneri (Calvisano, Colorno e Fiamme Oro) certificano che il Rugby Viadana ha trovato il proprio solco, la direzione verso cui insistere.
[[ge:gnn:gazzettadimantova:12732750]]
Il volume dello Zaffanella era altissimo, un canto senza soluzione di continuità e i leoni ruggenti in campo a contraccambiare l'amore dei tifosi, un'alchimia che potrebbe produrre qualche grattacapo ai prossimi avversari del Viadana che si troveranno ad affrontare una squadra bella e concreta, apparsa imperfetta in pochi momenti della partita ma sempre consistente e che ha fatto sembrare semplice ciò che semplice non era affatto: fare cinque punti contro la terza forza del campionato giunta in riva al Po con un pieno di motivazioni ma che ha dovuto fare i conti contro una squadra che sembra aver trovato quell'identità che i tifosi hanno apprezzato e rilanciato con un sostegno che potrebbe diventare un'arma in più per i gialloneri nello sprint finale. Vada come vada, il legame città-squadra ha un peso specifico enorme soprattutto per Viadana.
[[ge:gnn:gazzettadimantova:12732751]]
Il punto d'incontro: qui Viadana dispone di interpreti superbi che distribuiscono incertezza agli avversari come caramelle, ma la novità, se così la si vuol definire, è l'occupazione dello spazio in modo destabilizzante per chi è chiamato a difendere con due ali che sembrano frecce avvelenate temibili anche per il placcatore più tecnico. Gregorio e Dogliani progettano, Caputo e Peruzzo costruiscono e quel caschetto giallo indiavolato di Ciardullo finalizza la prima meta. Le Fiamme Oro rimangono agganciate alla partita grazie ai calci dalla piazzola di Canna ma è ancora Viadana a ruggire con il leone Locatelli in una meta che ricorda quella festeggiata a Colorno con un guizzo da trequarti che porta il capitano a oltrepassare la linea di gesso.
[[ge:gnn:gazzettadimantova:12732752]]
E Sauze? Ah, anche il numero 11 giallonero timbra, eccome se timbra in quanto le sue ripartenze sono mefistofeliche e portano a due mete di cui solo una convalidata. A dirla tutta quella annullata aveva una vaga ombra di meta tecnica perché mentre il trequarti innescava il motorino e viaggiava verso l'ovale per depositarlo in meta, operazione non riuscita per un'inezia, lo stesso subiva un'irregolarità in partenza di quella che sembrava una gara dei 100 metri tra i due numeri 11, con il giallonero primo al traguardo ma colto in un in avanti beffardo. Poco male perché il frutto rosso che manca sulla torta ce lo mette Di Chio con la meta che vale il bonus che chiude i conti e rende innocua la marcatura nel finale del cremisi Chiappini per il 27-16 finale.
