Maltratta la moglie, assolto un trentottenne: è stato «un episodio saltuario»
È stato assolto, dall’accusa di aver maltrattato per diversi anni la moglie italiana, un tunisino di 38 anni (difeso dagli avvocati Davide Favotto e Lisa Caldato).
L’uomo era accusato, in particolare, di aver sottoposto la moglie ad abituali vessazioni fisiche e psicologiche, rendendole la vita familiare particolarmente dolorosa. A scatenare la furia delle presunte aggressioni erano l’alcol e la gelosia. In base alla denuncia fatta, l’uomo controllava il cellulare della moglie, i messaggi e le conversazioni.
Proprio ieri mattina, è stata sentita la moglie italiana, che nel corso della sua testimonianza ha ridimensionato i fatti, soprattutto la loro frequenza. È vero che nel marzo del 2020 fu presa per i capelli e per il collo che le provocò un trauma, refertato al pronto soccorso con una prognosi di guarigione di 10 giorni.
Certificato che poi confluì nel fascicolo d’inchiesta. Ma è anche vero che si trattò di un unico episodio di aggressione e gli altri episodi erano comunque banali e non così pesanti come inizialmente prospettato.
Perché vi sia il reato di maltrattamenti, bisogna che vi siano episodi di vessazione o violenza continui e protratti nel tempo. Non episodi sporadici. In virtù di questo fatto, il pubblico ministero stesso ha chiesto l’assoluzione. Richiesta cui si sono naturalmente associati i legali dell’imputato.
Dopo una breve camera di consiglio, i giudici del collegio presieduto da Iuri De Biasi (a latere Marica Loschi e Alice Dal Molin) l’hanno assolto perché il fatto non sussiste.
