Smat, via libera al maxi acquedotto del Canavese
LOCANA. Disco verde per il maxi acquedotto della Valle Orco progettato dallo Smat e che dovrebbe mettere al sicuro dal pericolo siccità l’intero Canavese. La Smat, che gestisce il servizio recita un comunicato stampa dell’azienda diffuso martedì pomeriggio «ha affidato le opere impiantistiche del primo lotto di lavori». «Si è conclusa a tempo di record la prima gara per l’affidamento delle opere impiantistiche del primo lotto» - dicono dalla Smat - La gara per il primo lotto relativo all’affidamento della realizzazione del potabolizzatore si è conclusa con tre mesi di anticipo rispetto al previsto. Il costo dei lavori a base di gara ammonta a 107,8 milioni di euro: i lavori sono stati affidati con uno sconto del 10,688% per un importo totale di 96,3 milioni al raggruppamento di imprese Vincenzo Dino, Torricelli, Righi Elettroservizi. Il secondo lotto prevede la realizzazione di 55 km di condotte di grande adduzione e il terzo la realizzazione di ulteriori 74 km, per un totale di 129 km, e la loro interconnessione con le reti comunali con affidamento previsto per il prossimo 4 aprile».
«Il risultato - precisa il presidente Smat, Paolo Romano - è uno dei primi in Italia per l’utilizzo dei fondi europei Pnrr e premia la capacità dell’organizzazione tecnica ed amministrativa di Smat e consentirà di garantire la realizzazione delle opere nei tempi prescritti dall’Unione europea e dal Ministero delle Infrastrutture». L’infrastruttura prevede la realizzazione dell’opera di presa presso Bardonetto, l’impianto di potabilizzazione ed un serbatoio di accumulo a Locana. «Abbiamo evitato di concedere proroghe - prosegue l’amministratore delegato Armando Quazzo – e siamo quindi ottimisti sull’adempimento delle future procedure che potranno concludersi con l’affidamento dei lavori entro il prossimo 30 giugno con un anticipo di 3 mesi sulla programmazione approvata dal Ministero delle Infrastrutture».
«L’acquedotto - confermano da Smat - servirà 50 Comuni per un totale di 128.000 abitanti, rappresenta un’efficace soluzione tecnica per assicurare anche nei periodi di elevata siccità una adeguata fornitura di acqua ai cittadini dei Comuni dell’Alto, Basso Canavese e dell’Eporediese. Il costo complessivo dell’opera ammonta a 254,5 milioni di euro ed è finanziato da fondi del Pnrr per 129 milioni di euro.
