Schlein sceglie Peratoner e Conti per la Direzione nazionale del Pd
Il nuovo Pd dell’era Elly Schlein parte dalle donne. Tanto nel vertice assoluto, con la vittoria dell’ex vicepresidente dell’Emilia-Romagna alle primarie aperte di fine febbraio, quanto nella Direzione nazionale decisamente tinta di rosa. Uno scenario, inoltre, in cui si inserisce perfettamente il Friuli Venezia Giulia che ha riempito le sue due caselle a disposizione – oltre a quella riservata al segretario regionale, attualmente il pordenonese Renzo Liva – con altrettante donne: l’udinese Anna Paola Peratoner e la triestina Caterina Conti.
Due nomi, in ogni caso, figli di scelte diverse tra loro e abbastanza chiare per chi è affine ai mondi dem e alle logiche, passate e presenti, che vi ruotano attorno. Partiamo da Peratoner che rappresenta, prima di tutto, una scelta perfettamente logica vista la sua storia e l’impronta che Schlein vuole imprimere al partito. Capolista a Udine e Pordenone della mozione guidata in regione da Vincenzo Martines, infatti, Peratoner è da sempre vicina alla neosegretaria e in linea con la sua visione di sinistra. Il suo ingresso in Direzione, inoltre, viaggia in totale coerenza con quel metodo di lavoro impostato da Schlein che punta a traghettare all’interno del Pd, e nei ranghi che contano, volti ed energie nuove provando a rompere un po’ gli schemi tradizionali introducendo nel partito nuovi linguaggi. «In modo tanto inatteso quanto emozionante – ha detto Peratoner – sono una di quelle persone che andranno a dirigere il Pd nel suo percorso di rinnovamento e nella sua apertura alle nuove sfide che abbiamo davanti: a livello nazionale c’è sicuramente l’obbligo costituzionale, di fronte ad una destra aggressiva “che fa la guerra ai poveri invece che farla alla povertà”, citando le parole della nostra segretaria, di fare un’opposizione tanto dura sui principi quanto costruttiva sulle proposte. Per noi, a livello regionale e comunale, c’è il dovere di batterci per vincere le elezioni che abbiamo alle porte, per contrastare quella stessa destra che anche a livello locale non si occupa di veri problemi della gente e sta distruggendo la sanità pubblica, per fare soltanto un esempio».
Peratoner punta a collaborare nella creazione di un partito «credibile» anche in Friuli Venezia Giulia nella consapevolezza di come per esserlo «dovremo lavorare con determinazione dentro e fuori al partito per costruire fiducia, consenso e soprattutto speranza». Obiettivi «che ci impegniamo a raggiungere anche noi con Massimo Moretuzzo in Regione e Alberto Felice De Toni in Comune di Udine, oltre ad appoggiare tutti i candidati che stanno mettendo la faccia per dimostrare che il Pd è uno spazio inclusivo e rigenerante per i nostri territori».
Diversi sono, oggettivamente, la storia e il profilo di Conti. La segretaria provinciale di Trieste, nel dettaglio, non è certo una filo-Schlein della prima ora. Anzi, fedelissima di Gianni Cuperlo – tanto che nei circoli di Trieste la mozione dell’ex presidente del partito ha registrato il suo maggior consenso a livello nazionale – ha appoggiato la neosegretaria soltanto alle primarie aperte. E se è vero che il profilo – donna, di sinistra e già impegnata nella gestione territoriale – risponde perfettamente alla nuova linea del partito, è altrettanto vero che a Roma si descrive come decisivo, per il suo ingresso in Direzione, sia l’appoggio di Cuperlo sia quello dell’ex ministro per il Sud Giuseppe Provenzano. «La mia nomina – ha commentato – è un onore e una responsabilità che assolverò con scrupolo e nell’interesse di territorio e cittadini. Adesso è ancora più forte la determinazione al riscatto nel nostro partito. Lavoreremo ancora di più per trasmettere ai cittadini questo entusiasmo, portarli a votare alle elezioni Regionali e scegliere il Pd».
Se i componenti della Direzione sono stati decisi domenica, per l’Assemblea era già stato tutto stabilito alle primarie. La vittoria di Schlein ha permesso l’elezione a livello nazionale, dal Friuli Venezia Giulia, di sette candidati d’area: Peratoner, Martines, Federico Buttò, l’ex consigliera regionale Renata Bagatin, l’assessore di Gradisca d’Isonzo Francesca Colombi, la palmarina Rosa Ricciardi e il capogruppo a Gorizia Marco Rossi. Quattro, invece, gli aderenti alla mozione Bonaccini entrati in Assemblea: colui che la guidava in Friuli Venezia Giulia, e cioè il sindaco di Ruda Franco Lenarduzzi, l’ex presidente della II Circoscrizione di Udine Adele Codarino, la consigliera di Palmanova Irene Pirotta oltre al triestino Marcello Guaiana.
