Pugni e calci in campo a Venezia, i residenti: «Sempre peggio, serve un presidio fisso»
L’ultima istantanea da campo Santa Margherita è la seguente. Sabato notte, intorno all’una. Un residente in zona che da casa sua sente delle urla. Apre la finestra e vede un ragazzo inseguito, anzi braccato da un gruppo di persone e da un cane rottweiler.
«Ammazziamolo», si sente urlare all’indirizzo del fuggitivo. Il quale si salva, apparentemente, rifugiandosi in uno dei tanti locali della zona. Segue chiamata alla polizia locale e richiesta di intervento per cercare di far arrivare qualche agente, magari anche di altre forze di polizia. Nulla.
Eppure in campo va in scena l’ennesima rissa, l’ennesimo episodio sopra le righe che macchia quello che, per i centinaia di giovani che si trovavano lì nei paraggi per un’uscita in compagnia, doveva essere un tranquillo sabato sera.
Ma l’ennesimo episodio sopra le righe crea non poche preoccupazioni anche tra i titolari dei bar, costretti sempre più a fare ricorso a body guard privati.
Per non parlare dei residenti di Dorsoduro, soprattutto i più anziani, che in quelle zone vorrebbero viverci tranquillamente e senza aver paura di capitare in mezzo a una rissa.
Serve un deterrente
«Se in tutta la città hai due, tre posti dove si riuniscono le persone il sabato sera, perché non mettere due agenti per posto come deterrente nel weekend?». A chiederselo è Giampietro Gagliardi, residente in campo Santa Margherita, e testimone oculare dell’episodio di sabato notte segnalato alla polizia locale.
«Con un presidio fisso si aiuterebbero i locali, chi vuole stare tranquillo a bersi una cosa in compagnia e invece si alza e va via, e si aiuterebbero i residenti a vivere».
Qualcosa di simile, nelle settimane scorse, si era verificato in campo Bella Vienna, Erbaria. Altro luogo caldo della movida veneziana. A fine gennaio, due risse una dietro l’altra.
Nel primo caso, trauma cranico e setto nasale rotto per un turista di origini polacche. Nel secondo caso era spuntato fuori anche un coltello, vittima un body guard ferito con l’arma da taglio. Indagini della polizia locale intervenuta sul posto insieme a carabinieri e polizia di Stato. Ma alcol e divertimento sfrenato potevano sfociare in tragedia.
Ragazzi da fuori Venezia
Controlli e pattugliamenti ci sono, ma la mole di giovani (provenienti anche da fuori Venezia in cerca di sballo) fa sì che prevenire episodi di questo tipo sia sempre più difficile. Senza contare gli addii al celibato e al nubilato molesti, già ripresi in questi primi scampoli di inizio marzo.
Insomma, con tutti i distinguo del caso, la sicurezza è ormai un tema a Venezia come a Mestre. I residenti chiedono risposte immediate.
Sugli episodi, poi, si solleva anche la polemica politica con l’opposizione che attacca. «Più volte abbiamo denunciato la cancellazione dei vigili di sestiere nel territorio comunale», spiega Monica Sambo (Pd), «ieri la presenza della polizia locale poteva allertare immediatamente le forze di polizia della situazione ed essere un elemento di deterrenza a scene da far west. Uno dei compiti fondamentali della polizia municipale è il servizio di polizia di prossimità, cioè un modello organizzativo di presidio territoriale delle forze dell'ordine caratterizzato da presenza capillare degli operatori sul territorio.
Un servizio fondamentale, quindi, per tutta la comunità e che per questo va ripristinato. È indispensabile verificare il numero di agenti nelle varie sezioni territoriali: per rispondere alle esigenze di tutte le località del comune è evidente che i residenti debbano continuare a segnalare dai vari territori l’assenza di controlli e il senso di abbandono che ne consegue».
