Lavori alla scuola di Goito, per ripartire serve la sentenza del giudice
Per poter far ripartire il cantiere alla scuola di Goito, ormai fermo da mesi, il Comune sta aspettando la sentenza del giudice. Il Comune è coinvolto, infatti, in un contenzioso aperto con l’impresa Bottoli, incaricata a riqualificare la scuola. L’udienza si è tenuta il 9 marzo scorso. Tra una decina di giorni il giudice deciderà se il Comune potrà sollevare dall’incarico la ditta che era arrivata prima al bando per affidare i lavori alla seconda in gara, come spera l’amministrazione, oppure se le condizioni per procedere in questa direzione non ci sono.
La storia del cantiere? Il 5 agosto 2021 era stato firmato il contratto e i lavori erano partiti. «Il documento era stato firmato senza eccezione alcuna» spiega l’amministrazione. La scuola elementare e la biblioteca dovevano essere terminate entro la fine di giugno del 2022, la palestra entro la fine di aprile, la scuola media entro la fine di novembre 2022.
All’inizio di novembre 2022 la ditta ha però smesso di lavorare. L’appaltatore ha respinto ogni responsabilità dando la colpa a errori o mancanze del progetto. «Se c’erano dei problemi dovevano illustrarli prima di buttar giù una scuola e una palestra – commenta l’amministrazione -. Perché hanno iniziato i lavori? Il progetto era stato verificato dalla società Ingegneria Mercurio di Como che anche successivamente ha riconfermato la correttezza del documento. Il progetto era stato visionato e accettato dalla ditta appaltatrice che ora invece muove delle contestazioni significative che impediscono il proseguimento dei lavori».
La ditta ha poi ripreso con i lavori, ma solo sulla palestra e con un numero di operai che il Comune considera inadeguato all’entità dei lavori. Il Comune ha inviato una lettera alla ditta per sollevarla dall’incarico, ma la ditta ha chiesto un passaggio al tribunale. Tra una decina di giorni il giudice si esprimerà in merito alla vicenda.
Se il giudice lo riterrà possibile, il Comune procederà affidando il cantiere a un’altra ditta. «Eravamo convinti – dice l’amministrazione - che avere una ditta del posto potesse essere un fattore di garanzia, ma si sta rivelando il contrario». Ora il Comune sostiene di avere perso fiducia nella società e ritiene che non ci siano più motivi per andare avanti. Far ripartire i lavori significa far tornare gli studenti nelle aule dell’istituto (ora le lezioni si svolgono nelle strutture mobili) e farli tornare a far ginnastica in una struttura vera e propria e non in una tensostruttura.
