Dall’economia alla sanità, dal clima alla famiglia: le risposte dei candidati alla presidenza del Fvg su 8 temi chiave
GORIZIA Economia, sicurezza, migranti, welfare, ma anche sanità, infrastrutture e clima. Sono tanti i temi affrontati dai candidati alla presidenza del Fvg nel corso del dibattito promosso da Piccolo e Messaggero Veneto a Gorizia.
Ecco quali sono state le loro risposte:
Economia e lavoro
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Economia e lavoro? Giorgia Tripoli parte dalla parola «meritocrazia», necessaria «per tenere in Fvg i giovani» e favorire carriere e imprese. Occorre poi «rendere il mondo del lavoro meno caro e dare stipendi per una vita dignitosa».
Alessandro Maran cita dati della Fondazione Nordest («In 20 anni perfino il Lazio è cresciuto più del Fvg»): «Manca il terziario avanzato, quella parte di economia a alta intensità di conoscenza». Sì a «investire in innovazione»: vedi l’Olanda diventata «primo produttore di pomodori» grazie alle tecnologie. Massimiliano Fedriga risponde con «la statistica»: dalla crescita in 10 anni («2,9% contro lo 0,3% nazionale») alla disoccupazione ai livelli più bassi da un decennio: «Abbiamo fatto poi una norma per l’attrazione dei talenti»: «Numeri, non opinioni».
Massimo Moretuzzo punge sulla «copiosa distribuzione di risorse a pioggia» di «questi anni» e punta sulla necessità di «investimenti strategici» tesi a «un altro modello di sviluppo», fra sfida climatica, parità di genere e lavoro giovanile da stabilizzare.
Infrastrutture, mobilità e logistica
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Per Alessandro Maran, se la possibilità di successo passa anche per la connettività, allora questa «dev’essere per il Fvg ragione di essere: solo se attraversati da flussi e relazioni potremo crescere». Quindi sì ad alta capacità-velocità, ma anche a «essere aperti ai contatti con gli altri».
«Sulla logistica abbiamo investito moltissimo», dice Massimiliano Fedriga citando i «numeri», dal porto ferroviario di Trieste primo in Italia all’intesa con l’Austria: la «politica integrata di sviluppo ha valorizzato un asset strategico del Fvg, quello logistico».
Per Massimo Moretuzzo invece «l’impressione è vivere alla periferia dell’impero», assenti passi avanti forti sulla Trieste-Venezia. E c’è l’«uso sbagliato di fondi Pnrr per opere come l’ovovia». Per non dire delle «tante ciclabili al palo» («ci abbiamo investito 40 milioni, ribatterà Fedriga).
Per Giorgia Tripoli «le infrastrutture soprattutto su rotaia ci sono, ma usate poco»; priorità è «togliere dalle strade i Tir». No a trafori o alta velocità: meglio «implementare quanto esiste e preservare il paesaggio».
Scuola, cultura e sport
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Massimiliano Fedriga cita gli «oltre 100 milioni» dati ai Comuni e i fondi agli Edr per l’edilizia scolastica. Resta la richiesta di competenza sull’Ufficio scolastico regionale: «Dimensionamento e risposte vanno decise dal territorio».
Con il nuovo esecutivo il dialogo è stato riaperto. Massimo Moretuzzo dice sì a «scuole che tengono conto della possibilità di lezioni integrate nella comunità, che stanno dentro il nostro tessuto culturale». Spazio poi a un concetto di cultura - anche come «fattore economico» - che vede il Fvg far leva «sulla straordinaria diversità e pluralità di lingue, popoli, provenienze».
Giorgia Tripoli dice come si stiano «creando caste» fra chi ha i mezzi per educare compiutamente i figli e chi no. Sì quindi a una Regione «che sostenga le famiglie» a 360°: «Dallo sport all’alimentazione, diritti uguali».
Per Alessandro Maran l’istruzione è «lo strumento» per una regione «più giusta e più forte»: sì al diritto allo studio universitario, a una cabina di regia per l’incontro fra scuola e impresa, più fondi per l’edilizia scolastica.
Autonomie locali
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«Innanzitutto - per Massimo Moretuzzo - bisogna aiutare i sindaci a tenere aperti i municipi»: in vent’anni i piccoli Comuni hanno perso «fino all’80% del personale». Sì dunque a «un processo di aggregazione, l’ultima cosa che serve è reintrodurre le Province».
Alle quali invece dice sì - ma «su voto diretto» - Giorgia Tripoli. Anche Tripoli annota la mancanza di personale nei Comuni, che «rende difficile governare: tutto è esternalizzato, affidato a cooperative, più costoso». E insomma «no alla ruota degli appalti».
Per Alessandro Maran «il mondo resta la dimensione dei Comuni». Ma i piccoli «non riescono neanche a far funzionare l’ufficio tecnico»: vanno trovate «forme di cooperazione». Il comparto unico non ha portato ai Comuni «un solo dipendente»: «Va cambiata direzione di marcia».
Massimiliano Fedriga difende quanto fatto: dalla riforma «dove i sindaci scelgono liberamente» sulle aggregazioni, alla normativa - all’esame a Roma - sul ritorno delle Province («pure il Pd ha presentato due proposte di legge», punge).
Sanità
Sulla Sanità i momenti più accesi del dibattito. «Innanzitutto va riconosciuto il problema», attacca Massimo Moretuzzo citando dati, come le «1.300 dimissioni di medici e operatori dal 2020 a luglio 2022». Il rischio è «il completo depauperamento» del settore: «Ci vuole serietà, e ripartire dalla sanità che deve essere pubblica».
Massimiliano Fedriga replica: dagli investimenti sui 5 anni portati «dai 200 milioni a un miliardo» alla fuga dei medici, inferiore al dato nazionale. Il tema «va affrontato con serietà», dice Fedriga citando anche la «mancata programmazione ventennale».
Il nodo è da affrontare in «modo bipartisan», annota Alessandro Maran. Toccato il tema dei manager («devono essere bravi, non amici»), ecco due proposte su liste d’attesa e Pronto soccorso («Possiamo fare qualcosa»).
Giorgia Tripoli cita l’esempio di Asfo, l’Azienda «che nel 2019 chiuse il bilancio in attivo di 9 milioni»: «Le aziende sanitarie devono smetterla di fare le aziende e ricominciare a essere unità sanitarie, senza mirare al risparmio»
Ambiente clima ed energia
Fvg più green? Massimiliano Fedriga cita «le risorse mastodontiche messe in campo» sui contributi per fotovoltaico e imprese: «Nessuna Regione come noi». Ed ecco il progetto della Hydrogen Valley, nella visione «complessiva di un sistema che si muove».
Alessandro Maran annota l’esigenza di conciliare sostenibilità e «dinamicità del sistema economico, a partire dagli sprechi» come l’idrico. «Incentivare e semplificare su fotovoltaico e eolico», ma anche «cercare di definire un accordo con la Slovenia per il raddoppio della centrale di Krško».
Idrogeno, elettrico e così via? «Ma abbiamo il più alto numero di malati di tumore, importiamo dal resto del Paese quantità industriali di rifiuti che bruciamo inquinando», dice Giorgia Tripoli.
«La mia giunta ha fatto chiudere l’area a caldo di Servola e tolto il carbone da Monfalcone», dice Fedriga mentre Moretuzzo cita il report Arpa: «Il nostro clima fra pochi anni sarà simile alla Puglia: non possiamo più progettare impianti sciistici a mille metri e permetterci il 50% di perdite idriche»
Migrazioni e sicurezza
Sulle migrazioni il dibattito si accende, fra Rotta balcanica e ingressi per lavoro. «L’Ue - dice Alessandro Maran - deve fare come con l’Ucraina: agire collettivamente»: Sulle quote «gli immigrati ci servono», e come in altri Paesi («basterebbe copiare») «dobbiamo contribuire a scegliere chi arriva. Un iter alla cui fine c’è la cittadinanza».
Giorgia Tripoli sulla Via balcanica dice che «non siamo il confine orientale dell’Ue, ci sono altri Stati che non stanno facendo il loro lavoro di controllo». E sulle quote, «bisogna andare verso un sistema a chiamata per l’impresa che ha bisogno del lavoratore».
Per Massimo Moretuzzo, per «un fenomeno epocale il tempo degli slogan è finito. Serve una gestione razionale rispetto alle necessità di un sistema». Ma «non è accettabile che non siamo in grado di garantire minima accoglienza a gente che dorme fuori dalle stazioni».
Così Massimiliano Fedriga: «Chi entra regolarmente nel Paese e si integra deve avere supporto. Per chi arriva irregolarmente, occorre lavorare per le riammissioni in Slovenia».
Welfare, politiche per la famiglia e per i giovani
Per Alessandro Maran «la madre di tutte le battaglie è il futuro dei nostri giovani», mentre Massimo Moretuzzo annuncia l’istituzione di «un assessorato al futuro».
Giorgia Tripoli denuncia l’inutilità di un «bonus una tantum da mille euro quando nasce un figlio: la Regione deve seguire e sostenere tutta la vita di quel bambino, perché oggi le giovani coppie non sono certo invitate ad avere bambini».
Moretuzzo annota la «grande richiesta di partecipazione dei giovani», lancia l’idea di una «consulta permanente», ribadisce la volontà di rilanciare sulla doppia preferenza di genere «per tre volte bocciata in questa legislatura».
Massimiliano Fedriga cita la volontà di «continuità con quanto fatto» ricordando le misure stabilite, dalla dote famiglia ai contributi per assunzioni di donne con bimbi piccoli: «Risultati importanti che vorrei incrementare». Misure di sostegno «necessarie e sacrosante», osserva Maran, invocando però la creazione di un «tasso di conoscenza e di attrattività culturale che ci renda Regione speciale sul serio».
