Da Mia a Bucaneve, adottati tutti i 25 agnelli carsolini protagonisti in fattoria a Ceroglie
DUINO AURISINA Sono stati tutti adottati i 25 agnellini di razza carsolina della fattoria Antonic a Ceroglie, a Duino Aurisina. L’azienda agricola, nota anche come fattoria didattica “Asino Berto”, ha aperto le porte della sua realtà ai piedi del monte Hermada, rinnovando l’impegno nel progetto #adottiAmo. Un’iniziativa nata dalla collaborazione della fattoria con Slow Food e Gal Carso, e dedicata al ripopolamento della landa carsica di questa razza autoctona, oggi a rischio di estinzione.
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L’iniziativa
Domenica mattina decine di famiglie hanno visitato la fattoria con lo stesso entusiasmo delle sei passate edizioni, partecipando alle visite guidate e agli incontri didattici organizzati dagli Antonic.
In poche ore, con un contributo di 150 euro, in molti hanno sottoscritto l’impegno all’adozione annuale dei cuccioli di pecora carsolina, assegnando loro anche un nome nato il più delle volte dalla fantasia dei bambini: così nelle stalle degli Antonic ora vivono Mia, Sissi, Bucaneve, Macchia e tanti altri ancora. L’esperienza non termina qui: ciascun adottante potrà venire ogni domenica a visitare la “sua” pecora, partecipare alla passeggiata col pastore, avere una serie di prodotti derivati da questi animali, come il pecorino biologico o la lana appena tosata.
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Una razza in via di estinzione
I bambini e le loro famiglie potranno così vivere la realtà dell’azienda agricola Antonic e sostenere lo sviluppo del loro agnello. La pecora carsolina è infatti in via di estinzione, complici anche le difficili condizioni ambientali, e necessita di essere tutelata. Razza robusta e rustica, caratterizzata da manto bianco con macchie nere su muso, zampe e coda, e dalle origini antichissime, cento anni fa sulle nostre colline se ne contavano ancora migliaia di esemplari. Poi la boscaglia iniziò a sostituire i pascoli, e alimentare il contesto per incendi e il proliferare delle zecche: con soli 600 esemplari registrati, oggi la pecora carsolina è a rischio estinzione.
Da qui l’impegno di Andrea Štoka, proprietario della fattoria Antonic il cui gregge oggi conta circa 250 pecore quasi tutte di questa razza rara e bellissima. La presenza dell’allevamento nella landa carsica, spiega Štoka, è di «fondamentale importanza: permette di preservare il paesaggio e la biodiversità, ma anche di sostenere le realtà imprenditoriali, e rispolverare tecniche che pian piano si stanno perdendo».
Il dramma incendi
Perciò anche quest’anno Štoka ha rilanciato, peraltro in una stagione di ripresa dopo i roghi della scorsa estate. Štoka racconta come molti dei suoi terreni siano stati inghiottiti dalle fiamme, e le sue pecore abbiano sofferto le alte temperature, producendo circa un terzo di latte in meno rispetto agli anni passati. Un appuntamento importante quindi non solo per i bambini, ma anche per chi riscopre il proprio territorio e vuol contribuire a tutelarlo. L’allevamento sostenibile a pascolo libero «consente di sviluppare un’economia sana e preservare ciò che è rimasto dell’habitat della landa - spiega David Pizziga, presidente di Gal Carso -. Ciò significa anche contenere i luoghi per le zecche e disinnescare il pericolo incendi».
Slow food
L’impegno della fattoria Antonic ha di recente trovato riscontro nel riconoscimento della pecora carsolina tra i presidi Slow Food, comunità che si propone di proteggere gli agnelli nostrani - spiega Antonella Picinelli, fiduciaria Slow Food Trieste - anche «valorizzando i prodotti caseari di questa razza, che svolge un ruolo fondamentale per ripristinare l’equilibrio dell’ecosistema». La sensibilità che la famiglia Antonic da generazioni dedica alle pecore carsoline - annota Enrico Maria Milic, collaboratore dell’iniziativa - «è un esempio virtuoso di come la cura di certe antiche tradizioni possa portare beneficio a tutto il territorio, e sotto tutti i punti di vista: culturale, ecologico, produttivo e relazionale».
