Maxi-inchiesta sul clan dei narcos a Trieste, “Angel” vuole consegnarsi all’Italia
TRIESTE. Angel Maria Martinez Quiroz, conosciuto come “Angel” e arrestato in Colombia nell’ambito della maxi-inchiesta sulla cocaina dei narcos, è disposto a consegnarsi spontaneamente all’Italia, rinunciando al processo per l’estradizione e aprendo a un accordo con la Procura di Trieste: obiettivo ottenere i domiciliari in Italia, in attesa del processo. L’inchiesta aveva portato nel 2022 a 38 arresti e al sequestro di 4,3 tonnellate di cocaina per un valore di 96 milioni. Protagonisti gli investigatori della Guardia di Finanza, coordinati dalla Direzione Distrettuale Antimafia e guidati dal sostituto procuratore Federico Frezza, con l’impiego di uomini sotto copertura: per numeri, la più grande operazione antidroga di sempre in Italia.
Ora la disponibilità a collaborare di Martinez Quiroz assume un’importanza notevole visto che è considerato dagli investigatori uno dei vertici del cosiddetto “clan del Golfo”. È accusato assieme ai complici di aver pianificato durante più riunioni in Colombia l’invio di cocaina verso il mercato italiano, senza sospettare che la stavano consegnando a degli agenti sotto copertura. Nell’ordinanza di custodia si parla anzitutto di un traffico di 300 chili di cocaina avvenuto nel 2021 e che aveva costituito la prima fase dell’operazione antidroga. Le consegne erano poi avvenute a Trieste, in Friuli e in Veneto.
Poi c’era stata la seconda fase dell’operazione, che aveva riguardato la spedizione di un maxi-carico di cocaina di 4 tonnellate ad opera della stessa organizzazione di cui, secondo quanto rimarca il giudice nel disporre la misura cautelare, Martinez Quiroz costituiva «una delle figure apicali di rilievo». Il suo ruolo, assieme a un altro dei “pianificatori”, era secondo l’accusa quello di organizzare dalla Colombia, con riunioni che si tenevano in particolare a Medellin, la spedizione dei carichi di cocaina verso l’Europa, inviando in Italia emissari di fiducia, per sovraintendere le operazioni di consegna. Nel motivare le esigenze cautelari il Gip di Trieste afferma che Angel Martinez Quiroz ha gestito fin dall’inizio l’esportazione e la distribuzione di un enorme quantitativo di droga.
Il 68enne colombiano, in carcere a Bogotà, è assistito dall’avvocato italiano Alexandro Maria Tirelli, penalista milanese molto noto in ambito internazionale. Giovedì c’è l’udienza davanti al Tribunale del riesame e intanto, come detto, Martinez Quiroz si è detto pronto a rinunciare alla battaglia sull’estradizione davanti alla Corte Suprema colombiana, accettando di farsi trasferire in Italia. Tramite il suo avvocato, negli atti trasmessi al Tribunale, ha anticipato la disponibilità a trovare un accordo con la Procura in caso di concessione dei domiciliari a Trieste. «Un accordo è totalmente auspicabile – dichiara Tirelli – vista l’età avanzata e la prevedibile lunghezza del processo ordinario che avrà ben 29 imputati».
