Covid, in Friuli in una settimana mille casi in meno: Udine e Gorizia restano le più colpite
UDINE. Nell’ultima settimana la curva del contagio è scesa con maggior decisione rispetto alla precedente: confrontando i dati registrati al 22 marzo ieri si contavano 1.065 casi in meno. Sono passati da 5.508 a 4.443. Il calo però interessa anche il numero di tamponi processati scesi da 70.492 a 63.857. Nell’ultima settimana sono stati processati 6.635 test in meno.
«Rispetto all’andamento settimanale siamo in miglioramento» conferma il professor Vincenzo Della Mea, docente di Informatica medica del dipartimento di Scienze matematiche, informatiche e fisiche dell’università degli studi di Udine, nel definire il calo «un buon segnale che non si riflette ancora sul sistema sanitario regionale».
È solo una questione di tempo perché, come abbiamo avuto modo di verificare nelle precedenti ondate, negli ospedali i pazienti iniziano a calare quando la flessione dei contagi è più stabile. Ieri, in effetti, abbiamo toccato un nuovo record nelle terapie intensive con 84 pazienti Covid ricoverati. Nei reparti di area medica, invece, i ricoveri sono saliti di nuovo anche se i numeri sono ancora lontani dai picchi della seconda ondata.
L’altro dato che conferma il calo settimanale di contagi è l’incidenza per 100 mila abitanti misurata a sette giorni. «A livello regionale, dal picco registrato lo scorso 18 marzo siamo passati da 464 a 363 casi per centomila abitanti» aggiunge il professore ricordando che per effetto della variante inglese, diventata ormai prevalente, le province di Udine e Gorizia restano sempre ai primi posti. Nel capoluogo friulano l’incidenza per 100 mila abitanti è pari a 438, nel goriziano 415, a Trieste 399, mentre nel Pordenonese il dato (187) si mantiene sotto i 150 casi per 100 mila abitanti che è il limite per entrare in zona rossa.
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L’ultima ondata sta provocando meno morti: finora i decessi registrati si attestano a 138 unità contro i 218 dei primi dicembre. «Probabilmente – continua Della Mea –, anche a seguito dei decessi registrati in passato, abbiamo meno soggetti a rischio e il vaccino inizia a creare gli effetti che tutti auspichiamo». Soprattutto il personale sanitario e gli ospiti delle case di riposo risultano di gran lunga meno colpiti rispetto a qualche mese fa.
Ancora una volta è evidente che la zona rossa funziona. Della Mea lo sottolinea auspicando di veder rispettare le misure di prevenzione che anche quando torneremo in zona arancione.
