Il Covid si porta via Allodi, il “tabachì” di Ceresara
CERESARA. Venerdì 26 marzo, all’ospedale di Volta Mantovana, il Covid si è portato via Giancarlo Allodi, “il tabachì” di Ceresara. Una persona conosciuta e davvero stimata da tutti i concittadini del piccolo paese dell’Alto Mantovano, per la sua attività e per il suo carattere gioviale, i suoi modi gentili, cordiali, sinceri.
Si può dire davvero, senza tema di smentita, che con la sua scomparsa se ne va certamente un personaggio e un pezzo di storia ceresarese.
Nato a Borgoforte il 4 giugno del 1929, Allodi si era trasferito a Ceresara nel 1959 con la moglie Maria Vezia Mistani, avviando, nella centrale piazza Castello, l’attività di vendita di tabacchi, sale, valori bollati, cartoleria e giocattoli.
Dal suo negozio, per un pacchetto di sigarette, una marca da bollo, un quaderno, un pallone, uno stick di caramelle, sono passate generazioni di ceresaresi e per tutti Giancarlo ha avuto una parola amichevole, una battuta, un gesto cortese. Tutti ricordi che, sedimentati per anni sotto il flusso degli eventi quotidiani, riaffiorano adesso in primo piano, insieme all’emozione e all’affetto per una parte di te che se ne va insieme a un volto conosciuto, uno del paese, della tua comunità.
Nel corso degli anni, nell’esercizio commerciale a Giancarlo era subentrato il figlio Dante, che dal 2013 è consigliere comunale, con delega alla Cultura, Turismo e Sport, e che, benché mantovano purosangue da una vita, è tifoso del Chioggia.
Fino a qualche mese fa Giancarlo, sia pure saltuariamente, dava ancora una mano in negozio e col bel tempo, seduto accanto all’ingresso, sostava a conversare amabilmente con i clienti e i passanti. Rimasto vedovo 17 anni fa, Allodi godeva dell’affetto di nipoti e pronipoti.
I funerali si svolgeranno martedì 30 marzo, dalle 15.30, con partenza da Piubega, dalla sala del commiato delle onoranze Pezzini, con prosecuzione per la parrocchiale di Ceresara dove saranno officiate le esequie.
