Coronavirus, le previsioni di Barghini: «Ci vorrà ancora almeno un mese per veder calare i contagi in città»
VIAREGGIO. Dopo 16 giorni di zona rossa, il numero dei contagi a Viareggio è lo stesso di tre settimane fa quando le misure restrittive erano ancora solo un’ipotesi e nemmeno scontata. Ma «per iniziare a vedere un calo bisogna aspettare ancora settimane», dice Franco Barghini, responsabile del dipartimento di igiene e sanità pubblica dell’Asl nord ovest.
Dottor Barghini, perché i contagi non si abbassano nonostante la zona rossa?
«I fattori da tenere in considerazione sono molti, a partire dai tamponi: se io ho la disponibilità di farne un tot al giorno ma la richiesta è maggiore, si forma un tappo. La diffusione del virus è ampia. È chiaro che, indipendentemente dagli errori che possono essere commessi da una singola zona, al Marco Polo avrò meno casi rispetto al Varignano perché è meno popoloso. Però il problema principale è che la diffusione del covid dipende dal comportamento delle persone. Consideriamo che durante il primo lockdown, che è stato più aggressivo, abbiamo dovuto aspettare un mese e mezzo per vedere il numero delle persone infette calare e altri venti giorni per un numero inferiore di ricoverati. C’è infatti questo spostamento in avanti: nonostante calino i casi, i nuovi ricoveri continuano a mantenersi per un po’e poi iniziano a calare».
Quindi sedici giorni sono pochi per vedere dei risultati?
«Sì. Bisogna anche considerare che, in Versilia come nel resto di Italia, fa da padrona la variante inglese che è maledettamente più infettante. Se prima l’indice Rt (che indica quante persone possono essere contagiate da una sola persona, ndr) era di 2, 2 massimo 2, 4, adesso è di 2, 7. Per dire: la spagnola aveva un Rt di 1, 8. La maggior parte dei contagi, inoltre, sono cluster familiari e questo fa sì che il numero si mantenga alto».
In Versilia avete riscontrato la presenza di altre varianti?
«Quella inglese è la predominante. Tanto che ormai diventa difficile parlare di variante».
Oltre ai cluster in famiglia, sono scoppiati anche focolai nei luoghi di lavoro o nelle rsa?
«Sì, ogni tanto ci sono cluster con quattro o cinque persone nei luoghi di lavoro. Quello che stiamo riscontrando nelle rsa invece è che, mentre prima, come il virus entrava nella struttura, nel giro di poco, almeno quattro anziani finivano ricoverati e seguivano decessi, ora non succede. Ci può essere qualche anziano positivo, ma è asintomatico. E questo significa che il vaccino funziona e funziona bene. Anche se non ti impedisce di infettarti, ti impedisce di avere forme gravi di malattia».
L’apertura delle scuole fino alla prima media può rappresentare un rischio?
«Le scuole sono sicure, a parte qualche comportamento sbagliato che andrebbe corretto. Il problema è quello che avviene prima e dopo l’ingresso a scuola».
Quindi secondo lei quanto ci vorrà prima che i contagi a Viareggio, si abbassino?
«Settimane, probabilmente almeno un mese». —
© RIPRODUZIONE RISERVATA
