Crisi di governo, Renzi: “Pd ha posizione chiara, Zingaretti avrà mandato forte. Per me voto resta atto che non fa bene all’Italia”
“Mi pare che il Pd abbia una posizione molto chiara sul governo di legislatura. Credo che Zingaretti riceverà un mandato forte“. Torna a parlare Matteo Renzi, a poche ore prima della direzione del Partito Democratico e all’indomani del suo intervento in Senato. L’assise delle ore 11 al Nazareno sancirà la linea dem da portare avanti al cospetto di Sergio Mattarella in occasione delle consultazioni, che inizieranno oggi alle 16 ma che vedranno i capigruppo Pd di Senato e Camera presentarsi al Colle domani alle 11. Una linea anticipata già ieri dal segretario, che ha lasciato intendere il suo no a un Conte-bis “a meno di una forte autocritica”, passaggio che dovrà avvenire anche dal M5s, e che comunque prevede “o un governo di legislatura su un programma chiaro” per “rimediare ai disastri di questi 15 mesi”, oppure il ricorso immediato alle urne.
L’ex premier è stato il primo nel centrosinistra ad aprire ad un’ipotesi di “governo istituzionale“, un Esecutivo che nelle sue intenzioni dovrebbe durare il tempo necessario per portare a termine la manovra economica, avviare alcune riforme e scongiurare l’aumento dell’Iva. Ma, come ribadito in un’intervista a Radio Anch’io, su Radio 1, si è dovuto subito scontrare con la linea del segretario, Nicola Zingaretti, affermata con forza dopo il discorso di Giuseppe Conte ieri in Senato. “Mi pare che Zingaretti abbia detto una cosa molto chiara – ha ribadito Renzi – Ha detto: io ci sto se c’è un governo solido, forte, di ampio respiro”. Altrimenti si va al voto.
Per il senatore fiorentino il ricorso al voto resta “uno show-down” perché “è un atto che non fa bene all’Italia”. “Stavolta il Pd non è il problema – dice ancora Renzi – stavolta il pasticcio l’ha combinato Salvini”. Insomma, “credo che l’alternativa oggi non sia tra queste due cose”, ovvero governo istituzionale o di legislatura, “ma tra elezioni (un’ipotesi ancora in campo) o governo. Si tratta di scegliere”. L’ex premier, nonostante continui a specificare la sua posizione politica, ribadisce ancora una volta che “se c’è una persona che nel governo non deve entrare sono io. Non do alcuna disponibilità, non ho nessuna ambizione”.
La presa d’atto di Renzi viene confermata dalle dichiarazioni di Francesco Boccia, che ha rilasciato un’intervista al Corriere della Sera dove ribadisce il no alla “ammucchiata contro Salvini”. Il componente della direzione Pd tira in ballo proprio l’ex premier, per il quale “è più importante un governo purché ci sia”. “Io invece – obietta – penso che si potrebbe fare solo se avesse un programma di legislatura. Governicchi per sei mesi non servono, se non forse a comprare tempo per singole storie politiche sulla pelle degli italiani”. Quindi, “o si fa un governo di legislatura con un programma che, per esempio, cancelli i decreti Salvini, superi il decreto dignità ma anche il Jobs act, o è meglio votare”. Poi la stilettata: “Vedo le solite manovre per far nascere partiti pseudocentristi, raccogliendo anche quelli che oggi si vergognano di aver militato in Forza Italia“
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