“Mi sento fortunata perché sono sopravvissuta all’hantavirus. Ho avuto due arresti cardiaci e non sono riusciti a intubarmi perché ero troppo instabile”: la storia di Debbie Zipperian
In questi giorni l’Ecdc-European Centre for Disease Prevention and Control e L’Organizzazione Mondiale della Sanità stanno tenendo sotto osservazione l’ormai famoso “caso” della nave da crociera Mv Hondius con il focolaio di hantavirus. La nave è salpata da Ushuaia (Argentina) il primo aprile scorso per dirigersi alle Canarie. Tre decessi a bordo, un paziente in condizioni critiche e tre persone che hanno segnalato sintomi lievi.
I virologi conoscono molto bene l’hantavirus e non è certo il primo “caso” al mondo. La testata KPAX-News ha raccolto la testimonianza di una donna, Debbie Zipperian, che ha raccontato quando nel 2011 ha contratto il virus. “Era primavera – ha ricordato Zipperian – e stavo trascorrendo una giornata come tante altre nel mio ranch vicino a Clancy (una piccola e rurale città del Montan, ndr). Ho preso le ciotole del cibo del mio gatto dal vecchio pollaio e quel gesto di cinque minuti mi ha cambiato la vita. È durato tutto cinque minuti”.
E ancora: “Ho dovuto mettermi a quattro zampe, e c’erano escrementi ovunque lungo i bordi, quindi la mia faccia era vicinissima. I sintomi sono iniziati circa una settimana dopo. Mi sentivo sempre stanca, molto male, con forti dolori al collo e alla schiena. Ho dei ricordi confusi di quei momenti, ma ricordo molto bene di essere stata portata in ospedale in macchina, dove i medici pensavano che avessi una influenza o polmonite”. Alla terza visita dei dottori la “sentenza”: Debbie aveva contratto la sindrome polmonare da Hantavirus (HPS).
“Ho avuto due arresti cardiaci e non sono riusciti a intubarmi perché ero troppo instabile e non potevano sedarmi – ha detto la donna -. Poi mio marito mi ha raccontato che i medici mi hanno dovuto immobilizzare, perché ero isterica come una lince rabbiosa. Mi sento fortunata perché sono sopravvissuta. Ho pensato a mio figlio e a mio marito che stava così male, questo è quello a cui ho pensato. Il mio sostegno viene da mio figlio e dalla mia famiglia e, credo, che sia fondamentale“.
Cosa è successo dopo? “Ho subito danni permanenti alla colonna vertebrale e al sistema neurologico. Devi imparare tutto da capo. Ho dovuto reimparare a camminare e ho ancora difficoltà a mettere insieme i pensieri. Ma non mi arrendo. Faccio parte di gruppi di sensibilizzazione sull’Hantavirus in tutti gli Stati Uniti, per parlare con altre persone che stanno affrontando la malattia o che sono sopravvissute. Siate forti, tenete la testa alta, cercate di rimanere positivi”.
L’hantavirus è una malattia potenzialmente fatale trasmessa dalle urine e dagli escrementi di alcuni roditori e si trova nei topi cervini in Montana. “È praticamente l’unico topo che trasmette l’hantavirus in Montana”, ha affermato Rachel Hinnekamp, epidemiologa del Dipartimento della Salute Pubblica e dei Servizi Umani del Montana. La testata KPAX-News riporta che tra il 1993 e il 2016 sono stati registrati in totale 43 casi di HPS in Montana, di cui 10 fatali. Dal 1993, a livello nazionale, sono stati confermati 697 casi di HPS (Sindrome da Protezione della Fatica) – un numero relativamente basso – tuttavia, più di un terzo di questi casi si è rivelato fatale.
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