Ivrea, Rewine 2026 pronto alla sesta edizione: riflettori su territorio, cultura e salute
IVREA
Arrivato al sesto anno, l’evento Rewine, dedicato all’enologia, aggiunge nuovi tasselli all’ambizioso progetto dell’associazione Giovani vignaioli canavesani, realtà entrata a far parte del gruppo Turismo, cultura e sport di Confindustria Canavese che lo ha fatto crescere anno dopo anno. La presentazione si è tenuta martedì 5 maggio nella sala conferenze di Confindustria: «Il sodalizio dei giovani viticoltori ha portato un approccio nuovo alla valorizzazione del turismo in Canavese che fa bene alle imprese - sottolineano gli industriali -. Non solo con Rewine, ma attraverso le esperienze che hanno acquisito, andando alla scoperta di realtà legate al mondo vitivinicolo in Italia e Oltralpe».
A narrare Rewine 2026 erano in tre, come le giornate della manifestazione, spalmate in diversi appuntamenti che si terranno venerdì 8, sabato 9 e domenica 17 maggio. Ne hanno parlato Riccardo Boggio, responsabile della comunicazione per i Giovani vignaioli, il presidente Gualtiero Onore, che ha curato le degustazioni e le master class di domenica al castello di Ivrea, e Marco Peroni, ormai diventato un collaboratore a tempo pieno del sodalizio attraverso le edizioni “Maestria canavesana”.
Peroni infatti si occupa della parte culturale dell’evento, che travalica i confini di marketing territoriale per richiamare quella cultura popolare, molto potente in Canavese e farla diventare un attrattore. «Il copione di Rewine nella sua impalcatura non cambia, ma offre forme e sfaccettature diverse - ha detto Boggio - perché a noi vignaioli piace distinguerci. Per il tour di sabato con la stampa internazionale abbiamo deciso di focalizzarci sull’Alto Canavese, un’area che si connota per un forte tradizione vinicola, mentre il convegno (alle 20 al teatro Giacosa) accende i riflettori sul binomio vita e salute: l’alchimia del vino, tra scienza, mercato e società. Un tema di grande attualità affrontato dal medico nutrizionista Federico Ferrero, da Michele Fino, docente di Scienze gastronomiche, da Matteo Gallelo, cronista enogastronomico e Costantin Rasvan Hurjui, enologo e produttore canavesano, titolare dell’azienda Valchyara che si è meritato il titolo di vignaiolo dell’anno».
Dopo il convegno affiorano le radici: Marco Peroni e Mario Congiu, “Le voci del tempo”, portano il loro omaggio a Gipo Farassino in uno spettacolo in cui si alternano alcuni tra i momenti più esilaranti e struggenti del suo repertorio, affiancandoli a pagine tratte dalla letteratura a lui più vicina come quelle di Cesare Pavese e Giovanni Arpino.
Per andare alla scoperta dei vini bisogna aspettare domenica 17: dalle 10 il castello delle rossi torri farà da cornice ai banchi d’assaggio con 40 aziende presenti tra giovani vignaioli, produttori di vecchia data e l’associazione Gavi giovani, ed alle due masterclass didattiche nella balconata del belvedere. «Noi siamo pronti ad affrontare le grandi sfide che ci attendono - conclude Boggio - sia sotto l’aspetto del miglioramento qualitativo in vigna e in cantina, sempre più condizionato dal clima, che della commercializzazione».
