Raid israeliani senza precedenti in Libano: centinaia tra morti e feriti. L’ira di Teheran che blocca Hormuz. Per Trump solo “scaramucce”
Escalation di attacchi israeliani in Libano, centinaia di morti, nel giorno della tregua tra Usa e Iran accordata da Donald Trump sulla base del piano di mediazione pakistano. L’attacco più duro dall’inizio del conflitto. Non proprio un buon viatico per la diplomazia e la ripresa del dialogo. La risposta di Benjamin Netanyahu, irritato per l’accordo che il presidente americano – stando al Wall Street Journal – gli avrebbe comunicato all’ultimo, ha il sapore della vendetta. Durissima la risposta di Teheran che ha annunciato la chiusura dello Stretto di Hormuz in risposta ai raid israeliani. L’agenzia di stampa Fars riferisce che l’Iran ha bloccato nuovamente il passaggio delle petroliere. L’ambasciatore e rappresentante permanente dell’Iran presso le Nazioni Unite a Ginevra, Ali Bahreini, ha affermato che Israele deve rispettare il cessate il fuoco in Libano. Qualsiasi ulteriore attacco complicherebbe la situazione e avrebbe delle conseguenze. Non è escluso che l’Iran valuti di ritirarsi dal cessate il fuoco in risposta all’attacco di Israele su Beirut.
Ondata di raid israeliani in Libano. L’Iran chiude lo Stretto di Hormuz
La maxi ondata di attacchi contro Hezbollah (denominata “Oscurità eterna”) in tutto il Libano, ha visto l’impiego di 50 caccia che hanno sganciato circa 160 bombe su 100 obiettivi in soli 10 minuti. Lo ha comunicato l’esercito israeliano secondo quanto riporta il Times of Israel. L’Idf ha dichiarato di aver bombardato circa 100 centri di comando di Hezbollah. E altre infrastrutture militari a Beirut, nella valle della Beqaa e nel Libano meridionale. “Si tratta del più grande attacco condotto contro le infrastrutture di Hezbollah dall’inizio dell’Operazione Leone Ruggente”, si legge nel comunicato dell’esercito.
È il più grande attacco contro le infrastrutture di Hezbollah
Le esplosioni hanno interessato aree densamente popolate, provocando panico tra i residenti. Diverse testimonianze parlano di «scene apocalittiche», con edifici danneggiati o distrutti. E colonne di fumo visibili in più punti della città. Fonti mediche riferiscono della presenza di numerosi cadaveri nelle strade e di un alto numero di feriti, con gli ospedali sotto pressione.
La Croce Rossa libanese: oltre 300 tra morti e feriti
La Casa Bianca: l’accordo sul cessate il fuoco non riguarda il Libano
“L’accordo sul cessate il fuoco tra Stati Uniti e Iran non riguarda il Libano”. Così la portavoce della Casa Bianca, Karoline Leavitt, che contraddice quanto sostenuto stanotte dal premier pachistano Shebbaz Sharif, impegnato in prima persona nella mediazione. Non è un mistero che Netanyahu consideri l’Iran e il Libano sue scenari distinti. Stando alle ricostruzioni del Wall Street Journal il premier israeliano è stato informato tardi dell’accordo tra Stati Uniti e Iran senza essere consultato. E “non ha gradito”. Secondo il quotidiano la consultazione si è limitata a una telefonata del presidente Usa poco prima dell’annuncio del cessate il fuoco. Secondo le fonti, i funzionari israeliani non erano soddisfatti dei termini, compresa l’inclusione del Libano nell’accordo.
Trump: i raid su Beirut sono scaramucce di cui ci occuperemo a parte
Donald Trump ha messo il carico da novanta definendo “scaramucce” i raid israeliani su Beirut . Il Libano – ha chiarito – “non è incluso” nell’accordo sul cessate il fuoco tra Iran e Stati Uniti, precisando che è stato escluso “a causa di Hezbollah”. Intanto il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha avuto un colloquio telefonico con il capo dell’esercito pachistano, Asim Munir, impegnato nella mediazione per la tregua con gli Stati Uniti, per discutere «delle violazioni del cessate il fuoco» da parte di Israele «in Iran e Libano». Lo ha reso noto il ministero degli Esteri di Teheran. (in aggiornamento)
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