Frana Molise, Ciciliano (Protezione civile): “È gigantesca, soluzioni allo studio”. Il sindaco di Bari: “Serve un piano di emergenza”
Una frana “gigantesca” per cui si stanno valutando le soluzioni, in attesa che il suo movimento si fermi. A fare il punto sulla situazione sul fenomeno che ha spaccato in due l’Italia è stato il capo della Protezione Civile, Fabio Ciciliano, che ha sottolineato la complessità degli interventi necessari. L’area, ha spiegato, è oggetto di valutazioni geologiche approfondite per verificare la stabilità del fronte franoso e garantire condizioni di sicurezza prima di qualsiasi intervento. Solo dopo queste verifiche sarà possibile ipotizzare una riapertura, anche parziale, delle infrastrutture. Tuttavia, la dimensione della frana di Petacciato (Campobasso) – nota da 110 anni e riattivata probabilmente dalle piogge torrenziali dei giorni scorsi – impone di ripensare completamente i lavori già in corso, inclusi quelli idraulici progettati per mitigare il rischio.
Il fenomeno ha riaperto una ferita profonda lungo la dorsale adriatica, interrompendo uno dei principali assi di collegamento del Paese e mettendo in evidenza la fragilità strutturale di un territorio storicamente esposto al rischio idrogeologico. Il movimento franoso, con un fronte di circa quattro chilometri che scivola verso il mare, ha paralizzato contemporaneamente traffico ferroviario, autostradale e viabilità ordinaria, con ripercussioni che vanno ben oltre i confini regionali.
Nel frattempo, si cerca di contenere i disagi con soluzioni alternative. Il traffico pesante viene deviato lungo l’Autostrada del Sole e poi sulle direttrici Napoli-Bari e Bari-Foggia, mentre per il trasporto ferroviario a lunga percorrenza si utilizzano itinerari alternativi come la Bologna-Roma e la Roma-Caserta-Foggia. Misure necessarie per evitare tempi di percorrenza insostenibili, ma che non riescono a compensare del tutto l’interruzione della linea adriatica.
I sindaci
Il sindaco di Petacciato, Antonio Di Pardo, descrive una situazione tanto nota quanto difficile da gestire. La frana, spiega, è un fenomeno ricorrente, quasi ciclico, che interessa l’intera costa terrestre, la quale lentamente scivola verso il mare. Dopo l’ultimo grande evento del 2015, gli interventi si sono fermati alla fase progettuale, senza opere strutturali concrete. Oggi esistono progetti per circa 40 milioni di euro, che prevedono anche la realizzazione di pozzi per la raccolta delle acque in profondità, ma i lavori devono ancora partire.
Secondo il primo cittadino, le piogge degli ultimi giorni hanno contribuito a riattivare il movimento franoso, già favorito dalla naturale instabilità del terreno. E mentre la frana sembra essersi temporaneamente assestata, i danni restano ingenti: infrastrutture interrotte e collegamenti compromessi rendono difficile non solo il dialogo con le regioni limitrofe, ma anche la mobilità lungo l’intero asse nord-sud.
A lanciare l’allarme sul piano nazionale è anche il sindaco di Bari, Vito Leccese, che parla di un rischio concreto di isolamento per la Puglia e, più in generale, di una frattura lungo una delle principali direttrici italiane. Leccese chiede interventi urgenti per la messa in sicurezza e il ripristino della normalità, oltre a un piano di emergenza che garantisca continuità nei collegamenti, in particolare sulla tratta Bari-Napoli, considerata vitale per evitare l’isolamento della regione. La questione, sottolinea, non è solo locale: infrastrutture come strade e ferrovie sono essenziali per la mobilità, il sistema produttivo e anche per la stagione turistica ormai alle porte. Per questo è necessario un coordinamento stretto tra Governo, Protezione Civile e Regioni, con il coinvolgimento diretto dei territori interessati.
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