Cosa hanno osservato i quattro astronauti che si sono avvicinati alla Luna: “Anche noi vi vediamo”
Era passata da poco la mezzanotte quando i quattro astronauti della missione Artemis II sono diventati gli esseri umani che più si sono allontanati dalla terra. A bordo della navicella Orion, Reid Wiseman, Victor Glover, Christina Koch e Jeremy Hansen, si sono trovati a 406.777 chilometri dal nostro pianeta. Il record prima era di circa 6.600 chilometri, detenuto dalla missione Apollo 13 del 1970.
La Nasa aveva affidato loro 35 punti da studiare e fotografare. Tra questi i siti su cui avevano allunato Apollo 12 e Apollo 14, ma anche il mare Orientale: un cratere di oltre 900 chilometri di diametro al confine tra il lato visibile e quello nascosto della Luna. Quando i quattro astronauti sono passati di lì, il bacino formatosi 3,8 miliardi di anni fa era tutto illuminato.
Tra gli obiettivi da osservare e monitorare c’era anche il cratere Hertzsprung, dal diametro di circa 600 chilometri. Gli astronauti hanno anche potuto godersi per circa un’ora un’eclissi, quando la Luna ha oscurato il Sole. Hanno poi chiesto il permesso di dare un nome a due crateri lunari proponendo Integrity, il nome della loro capsula, e Carroll, in onore della moglie del comandante Wiseman, scomparsa nel 2020.
L’obiettivo era il “flyby” lunare, ovvero la circumnavigazione del satellite. Una missione che hanno conseguito con questo augurio: “Ciao, Artemis 2, sono l’astronauta dell’Apollo Jim Lovell. Benvenuti in quella che un tempo era la mia zona”. A parlare era il pilota dell’Apollo 8, registrato poco prima di morire nel 2025.
“È un giorno storico e so quanto sarete impegnati, ma non dimenticate di godervi il panorama“. Una vista che però si sono potuti godere solo loro in diretta. Per 40 minuti sono stati isolati dal resto del mondo a causa del cono d’ombra quando si sono trovati sulla zona “nascosta” della superficie lunare.
Un privilegio che prima di ieri era stato solo di 24 astronauti tutti delle missioni Apollo tra il 1968 e il 1972. Quando il contatto con la base in Texas è stato ripristinato la prima astronauta a parlare è stata Christina Koch. “È fantastico sentirci di nuovo dalla Terra. All’Asia, all’Africa e all’Oceania: vi stiamo guardando. Abbiamo saputo che in questo momento potete alzare lo sguardo e vedere la Luna. Anche noi vi vediamo”.
Una volta concluso il giro la navicella Orion è uscita dalla sfera di influenza della gravità lunare e ha iniziato il viaggio di ritorno verso la Terra. Il rientro è previsto per il 10 aprile e l’equipaggio ammarerà a largo delle coste di San Diego intorno alle 20 (ora locale).
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