L’Inter protegge Bastoni: “Linciaggio vergognoso”. Marotta e Lautaro Martinez lo difendono, San Siro gli dedica una standing ovation
Il presidente dell’Inter Beppe Marotta non ha dubbi: “È vergognoso che Bastoni sia stato esposto a un linciaggio come se fosse colpevole di chissà cosa”. L’episodio a cui il numero uno nerazzurro fa riferimento è l’espulsione pesantissima in Bosnia-Italia per il difensore dell’Inter, che ha costretto l’Italia a giocare in 10 uomini per 90 minuti e poi perdere ai rigori. È un ragazzo giovane e un essere umano e ci sta che possa commettere un errore del genere. Non merita questo trattamento e non credo ci siano gli estremi per lasciare l’Inter. Poi come per tutti i calciatori ci saranno situazioni che valuteremo più avanti”, ha spiegato Marotta.
Sono stati due mesi da incubo per Alessandro Bastoni, che prima è stato bersagliato di insulti per diverse settimane dopo la simulazione in Inter–Juventus che ha causato l’espulsione di Kalulu, poi l’espulsione pesantissima nello spareggio decisivo contro la Bosnia. Un momento da un punto di vista psicologico complicatissimo per il difensore 27enne. L’Inter lo ha capito e ha deciso di “proteggerlo” nel match vinto 5-2 contro la Roma. La società, i compagni, i tifosi. Tutti. Prima Marotta nel pre gara, poi il pubblico di San Siro, che al momento della sostituzione si è alzato in piedi e gli ha dedicato una standing ovation. E lui ha ricambiato con un applauso per ringraziare. Infine anche Lautaro Martinez, che nel post gara ha spiegato: “Quando parli di Bastoni e di tutta la squadra mi viene la pelle d’oca – ha dichiarato Lautaro – lasciano tutti l’anima in campo, oggi lo diciamo e sembra facile perché siamo contenti e abbiamo vinto, ma anche quando vanno in Nazionale lasciano tutti la pelle”.
E per Marotta, l’eliminazione dell’Italia ha “origini lontane perché è dal 2006 che non siamo più competitivi – ha dichiarato Marotta sulla crisi del calcio italiano -. Mancano principalmente i talenti: ad esempio il Friuli–Venezia Giulia, che negli anni ’70 ha avuto campionati come Zoff, Capello, Collovatti o Del Neri, adesso non produce più talenti. Ad oggi prevale la litigiosità, ma dobbiamo trovare una strada unica per tutti”.
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