Da Ivrea Biasioli vola verso il Brasile Sarà un tecnico della nazionale di canoa
Ivrea
Prima dei cronometri e dei gradini del podio per Lorenzo Biasioli, nato a Genova nel 1991, c’è il fattore umano. Lo spiega bene un’immagine che l’ormai ex direttore tecnico dell'Ivrea canoa club porta nel cuore: un ragazzo che trema di fronte all’acqua del canale e poi, finalmente, si lancia. In quel salto oltre l'esitazione c'è tutto il senso del suo lavoro: trasformare la fragilità in consapevolezza.
Lorenzo Biasoli arriva a Ivrea nel 2017 ed è stato il direttore tecnico dell’Ivrea canoa club fino a qualche settimana fa, quando è cominciata la sua avventura con la nazionale brasiliana di canoa.
UN NO CHE CAMBIA LA VITA
La sua storia nasce paradossalmente con un rifiuto. «I miei primi passi nello sport – racconta – sono stati con la pallanuoto, nel Nervi ma il destino ha preso un’altra direzione quando è arrivato un allenatore serbo. Mi spedì dritto in seconda squadra: diceva che non ero abbastanza alto. Quel limite fisico è diventato la mia ripartenza». A 17 anni sale per la prima volta su una canoa e scopre un mondo che lo porterà, nel 2013, a vincere il titolo italiano Under 23 nella canadese singola. Lasciata la fase agonistica decide di mettere a disposizione degli altri le sue esperienze e diventa tecnico federale. «Vedevo tanti atleti che avevano bisogno di un sostegno – dice – e quindi ho deciso di dedicarmi ad allenare».
DA NERVI A IVREA
Nel 2014, Lorenzo Biasoli entra nello staff tecnico del Canoa club Nervi di Genova e nel 2017 arriva la svolta: il trasferimento a Ivrea. Il giovane coach arriva in un momento di profondo cambiamento per il club eporediese. «Era quello un momento importante. Per merito di Claudio Roviera viene regolarizzato il flusso d’acqua e cambiato il letto del fiume il che permetterà allo stadio della canoa di ospitare le gare internazionali – continua Lorenzo – e soprattutto permetteva la possibilità di allenarsi tutto l’anno». Insieme a Davide Monguzzi e sotto la guida di Roberto D’Angelo, Lorenzo prende in mano un settore giovanile quasi inesistente. In pochi anni, quel gruppo di "bambini" si trasforma in una squadra di campioni. Lucia Pistoni conquista l’oro mondiale nel 2022, il primo grande successo del "metodo Biasioli”. Seguono i podi di Michele Pistoni e Caterina Pignat protagonisti delle gare internazionali dal 2023 e le medaglie di Elio Maiutto che Lorenzo ospita in casa sua, quando l’atleta di Sacile è arrivato a Ivrea a 15 anni, e lo accompagna fino al debutto da sogno in Coppa del mondo. I numeri del club eporediese sono impressionanti. Nel giro di due, tre anni si è passati da 2 allenatori e circa 15 atleti ad avere la presenza di 80 ragazzi e 15 tecnici federali. Il segreto di Lorenzo è stato quello di creare un ambiente sereno e familiare dove ognuno conserva le proprie caratteristiche e la sua personalità e dove ognuno potesse esprimersi. «Lo sport della canoa è individuale, ma la crescita è collettiva», ama ripetere.
In un mondo spesso esasperato dai risultati, l’allenatore genovese ha rimesso al centro il valore del gruppo: cucinare insieme, condividere le fatiche e trasformare le paure dell'adolescenza in coraggio. «Ivrea è stato un ambiente ideale per la mia crescita e per la crescita del progetto che ho portato avanti. Le persone del club si sono prese cura di me – continua Lorenzo – hanno creduto a questo progetto e soprattutto ci si trovava in un ambiente felice, sano dove poter crescere».
E ORA IL BRASILE
Ettore Ivaldi, attuale direttore tecnico della nazionale brasiliana di canoa ed ex canoista italiano che ha gareggiato dalla metà degli anni ’80 fino alla metà degli anni ’90, ha chiamato Lorenzo in Brasile inserendolo nello staff tecnico della nazionale senior brasiliana. Non è una fuga, ma un atto di coerenza. «La mia necessità era di provare cose nuove, di fare un salto di qualità e allenare atleti che si preparano per le olimpiadi – spiega Lorenzo con la consueta franchezza – chiediamo ai nostri ragazzi di mettersi in gioco ogni giorno: quando il treno è passato per me, non potevo restare in banchina».
In Brasile, oltre ai risultati d'alto livello, lo aspetta anche un progetto sociale con i bambini dell'Amazzonia. La Federazione brasiliana di canoa sta lavorando con una tribù dell’Amazzonia a cui sono state date delle imbarcazioni da slalom e in cui Lorenzo farà imparare la tecnica della canoa. Una sfida che accende i suoi occhi più di una finale olimpica. «Ci sono diversi contesti sociali in Brasile, progetti legati allo sviluppo di questo sport che è una cosa che a me interessa tantissimo, a volte anche più del mero risultato sportivo», osserva. Ricordi che emozionano nella esperienza eporediese? Lorenzo Biasoli, nella sua risposta, è spiazzante. «L’esperienza più forte a livello emotivo è stata sicuramente la vittoria di Lucia Pistoni nel 2022 perché è stato il primo successo che abbiamo ottenuto ed è stato un episodio inaspettato e poi il quarto posto di Maiutto in coppa del mondo – conclude Lorenzo – ma la vera energia la prendi soprattutto da un ragazzino che si mette in gioco, di un bambino che ha paura di salire per la prima volta sulla canoa e poi riesce a scendere il canale. Queste sono le cose che mi porto dentro».
