Netflix, come chiedere i rimborsi dopo la sentenza sugli aumenti “illegittimi”. Ecco tutto ciò che bisogna fare
Come chiedere i rimborsi a Netflix fino a 500 euro? Il Tribunale di Roma ha stabilito – con sentenza immediatamente esecutiva – che la nota piattaforma di streaming deve restituire parte del denaro percepito, attraverso gli abbonamenti, ai propri clienti. La ragione, secondo i giudici, è che le clausole relative ai contratti che prevedevano un aumento dei costi – a partire dal 2017 e fino al 2024 – sono illegittime, poiché ritenute “vessatorie”, e dunque “nulle”.
Che cosa si può fare, ora? Stando a quanto comunicato da Movimento Consumatori, sarà la stessa Netflix a comunicare a tutti i clienti coinvolti le modalità e le tempistiche del risarcimento. E qui si parla sia degli abbonati attuali sia di chi ha rescisso il contratto in passato. Per di più, la piattaforma pubblicherà la sentenza sul proprio sito (e, in teoria, su un quotidiano di rilevanza nazionale). Intanto i consumatori possono cominciare a tutelarsi. Il consiglio dell’associazione è di recuperare la documentazione relativa al proprio abbonamento, compresi i passaggi in cui Netflix ha alzato i prezzi. In più il Movimento Consumatori ha già predisposto una class action – disponibile sul loro sito – con un modulo da compilare qualora i risarcimenti non vengano effettuati.
Va ricordato che la decisione del Tribunale riguarda tanto gli abbonati premium, quanto i clienti standard e quelli col piano base. Intanto la società ha fatto sapere che “presenteremo ricorso contro la decisione. Crediamo che le nostre condizioni siano sempre state in linea con la normativa e le prassi italiane”.
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