Pasqua 2026, tutti in treno per una gita al mare o al lago: + 195% di biglietti per Peschiera del Garda, boom di prenotazioni anche per Como e Rimini. Rincari (+11%) per i fuorisede che vanno al Sud
Pasqua è alle porte, la primavera è nell’aria e gli italiani hanno voglia di natura. E soprattutto, di tornare a casa. Secondo Trainline – la piattaforma leader in Europa per le prenotazioni di treni e pullman – le destinazioni che offrono contesti naturali sono quelle più quotate nel periodo che va dall‘1 al 5 aprile. Questi giorni rappresentano a tutti gli effetti il primo banco di prova per il settore turistico italiano e saranno in grado di prevedere e determinare le preferenze dei viaggiatori anche per la prossima stagione estiva.
Un primo aspetto che emerge dall’analisi dei dati di viaggio è il treno come principale mezzo di spostamento. Come conferma in una nota il Gruppo di Ferrovie dello Stato Italiane, sono circa 28 milioni le persone che hanno scelto di affidarsi ai binari e pertanto le società di Trenitalia, FS Treni Turistici Italiani e Busitalia hanno ampliato la loro offerta. In alcune giornate saranno infatti disponibili sette Frecciarossa in più che viaggeranno tra Milano, Roma e Napoli mentre da Milano per raggiungere la Calabria e la Puglia saranno disponibili dei Frecciarossa notturni. Oltre alle linee aumenteranno anche i posti aggiuntivi – ben 24 mila in più – su Intercity e Intercity Notte, collegamenti fondamentali per la dorsale tirrenica e adriatica. Un grosso aiuto arriverà dai collegamenti Freccialink – il servizio autobus connesso ai Frecciarossa – che agevolerà il raggiungimento di mete come gli scavi di Pompei, Sorrento e Matera e alcune destinazione alpine come Courmayeur e Cortina d’Ampezzo.
Questa strategia si aggancia al secondo risultato dell’analisi svolta da Trainline: via dal caos della città, gli italiani preferiscono di gran lunga la natura. La stagione è trainata da un picco di domanda per le località lacustri con Peschiera del Garda come capolista (+195%) e a seguire le stazioni di Varenna-Esino-Perledo (+91%) assieme alla città di Como (+81%). Dall’acqua dolce all’acqua salata, anche le località balneari hanno le loro grosse percentuali come Rimini (+123%) e Ventimiglia (+112%), già protagoniste del prossimo flusso estivo. Non sono da meno anche gli spostamenti nell’entroterra verso città tipicamente culturali come Pisa, centro che mostra un aumento di interesse dell’88%. Un dato significativo lo ottengono le regioni del Sud per le quali qui la riflessione si fa duplice: se l’aumento della domanda in città come Foggia (+193%), Lecce (+146%) e Lamezia Terme (+81%) testimonia senz’altro l’enorme flusso dei fuorisede che tornano a casa, gli indici così alti sono il “trailer” fortunato della futura stagione estiva. Entrambi i punti tuttavia rappresentano delle criticità legate ai costi e agli stessi spostamenti ferroviari che rendono il Mezzogiorno bello da vedere ma arduo da raggiungere.
L’Osservatorio Nazionale Federconsumatori ha monitorato i costi dei viaggi in treno, pullman e aereo nelle festività di Pasqua, ed è risultato che il biglietto del treno costa l’11% in più rispetto al 2025. Il discrimine vero però sta proprio nella destinazione: se oggi 3 aprile un Frecciarossa Milano-Lecce costa 315 euro, basta invertire le due destinazioni per pagare 196 euro in meno. Contro il caro biglietti si inserisce l’iniziativa “Bus-siamo a casa” organizzata dal Partito democratico di Lamezia Terme e Giovani democratici di Cosenza per gli studenti e i lavoratori fuori sede: un bus gratuito che ha riportato in Calabria 40 tra studenti e lavoratori fuorisede under 35.
In questa Pasqua 2026 ci ha messo del suo anche il maltempo dei giorni scorsi: ieri la circolazione sulla linea Pescara-Foggia è rimasta sospesa tra Porto di Vasto e Fossacesia per l’esondazione del fiume Osento e solo dalle 14 Rfi ha annunciato una ripresa graduale del traffico. Spezzato in due il “portale” con la Puglia, molti fuorisede hanno rinunciato alla compagnia delle loro famiglie a causa delle lunghe code nelle stazioni e dei ritardi ferroviari che stimavano fino a 12 ore il rientro nella regione. Intanto, mentre nel resto d’Italia le linee aumentano, le tratte da Lecce in giù restano ancora allo stato medievale con un tempo di percorrenza di 2 ore e 40 dalla provincia fino al capo di Santa Maria di Leuca. E se i lavori per l’elettrificazione della linea Maglie-Otranto – che collega i paesi del Basso Salento – sono in corso d’opera, come mostrato dal Presidente della Regione Puglia Antonio Decaro in un video social, il resto d’Italia intanto corre ad alta velocità.
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