Leini vieta i mercati con animali vivi: «Bastano 10 piccioni per una pandemia»
LEINI. Il Comune di Leini è il primo in Piemonte e il 21° in Italia a vietare i mercati con vendita di animali vivi, sposando la battaglia dell’associazione Animal. Il nuovo Regolamento comunale per il benessere degli animali, a cui ha lavorato l’assessore Andrea Gilestro, è stato approvato all’unanimità nel consiglio comunale di mercoledì 1° aprile, dopo un interessante dibattito. Un regolamento pionieristico e di stampo decisamente animalista: che bandisce dal territorio leinicese la brutta abitudine di tenere gli animali alla catena.
Dai banchi dell’opposizione, infatti, sono state sollevate anche alcune obiezioni di ordine pratico. Ci sono casi, ad esempio, come le esibizioni di falconeria, dove l’animale va trattenuto anche per sicurezza. «Ovviamente - spiega l’assessore -, non andremo a sanzionare in casi dove non sarà ravvisato un maltrattamento e il tempo sarà lo stretto necessario per ragioni di sicurezza dell’esibizione». Sul divieto di pubblicizzare i circhi con immagini di animali, l’assessore è stato chiaro: «Purtroppo non è possibile vietare i circhi con animali per un Comune, ma nella comunicazione chiunque verrà a Leini dovrà adeguarsi all’orientamento di questa giunta».
Luca Torella, sindaco di Leini, sottolinea che si tratta anche di una questione di salute pubblica. «Oggi bastano dieci piccioni, dieci volatili - spiega -, per muovere una pandemia. Stanno aumentando i casi di tubercolosi. Questa significa che c’è necessità di questo tipo di misure, a cui crediamo fortemente».
Resta, comunque, un margine per le interpretazioni, perché il regolamento ha un solo obiettivo: garantire il benessere degli animali. «Le manifestazioni patrocinate dal Comune ad esempio - precisa ancora il sindaco - sono attività che passano da una delibera di giunta. In fase di istruttoria noi capiremo esattamente cosa intendono fare e come intendono farlo. Quello che ci interessa è lanciare un messaggio positivo».
La maggior parte dei Comuni non ha un regolamento per il benessere animale. Tra quelli che lo hanno adottato c’è il Comune di Ivrea, che ha fatto scuola per alcuni del circondario, ispirandosi al regolamento di Chieri. Ivrea, però, non ha inserito il divieto di mercati di animali vivi e, per quanto riguarda il divieto di tenere gli animali alla catena lo limita ai cani, precisando però che «la detenzione dei cani alla catena deve essere evitata; qualora si renda necessaria, occorre che all'animale sia quotidianamente assicurata la possibilità di movimento libero e che la catena sia mobile, con anello agganciato a una fune di scorrimento di almeno 5 metri di lunghezza».
«Sia sulla pubblicizzazione dei circhi - spiega l’assessora al Benessere animale Gabriella Colosso - tramite animali, che sulla catena, però, i divieti ci sono e le guardie ambientali stanno facendo multe per chi ci tiene i cani. Per quanto riguarda i mercati abbiamo preferito normarli invece di vietarli. Abbiamo inserito anche il divieto di esporre gli animali in vetrina per i negozi specializzati. Tra l’altro il regolamento è stato scritto con l’assistenza di tutti gli attori: dal garante regionale all’Asl».
L’associazione Animal, soddisfatta per il risultato di Leini, sottolinea: «Confidiamo che Torino non resti indietro rispetto ad altre grandi città italiane e risponda alle aspettative sociali, vietando i mercati con animali vivi. La sensibilità sociale non è statica, quindi gli standard devono essere continuamente adattati. In questo processo di adattamento, gli standard devono integrare nuove percezioni e preoccupazioni sociali, quali la salute pubblica, la sicurezza alimentare e il benessere degli animali».
