Consiglio a Pavia, per il ricordo di Bossi la sinistra lascia l’aula
PAVIA. Non è stata una tranquilla serata di Consiglio comunale. Anzi. Lunedì sera il clima nella sala consigliare di palazzo Mezzabarba è salito ben oltre i livelli toccati nel recente passato, tra polemiche sul minuto di silenzio da dedicare alla memoria di Umberto Bossi e recriminazioni della rete antisfratto che ha esibito un cartellone nel quale si preannunciava lo sfratto al sindaco Lissia e alla sua giunta.
La memoria e il commento
A inizio seduta il capogruppo della Lega, Daniele Comini, ha chiesto un minuto di silenzio per commemorare Umberto Bossi, recentemente scomparso. Con una scelta irrituale, il presidente del Consiglio comunale, Fabio Castagna, ha dato la parola al capogruppo di Avs, Luca Testoni, che ha annunciato di non volere partecipare alla commemorazione. Questo ha scatenato le vivaci proteste dei consiglieri comunali di centrodestra. Nel frattempo Testoni, il suo collega di partito Daniele De Chiara, i consiglieri di Pavia a colori Mariachiara Riccardi, Samanta Alloni e Alessandro Marenzi, il consigliere M5s Vincenzo Nicolaio, il consigliere dem Cosimo Lacava e gli assessori Fuccillo, Caliandro e Goppa sono usciti dall’aula. A questo punto Eugenia Marchetti (Lega) ha chiesto la verifica del numero legale. I consiglieri “dissidenti” sono rientrati solo per l’appello, ma sono nuovamente usciti prima che si procedesse con il minuto di silenzio. Questo ha innescato una dinamica di “dentro e fuori” che ha lasciato allibiti i cittadini che attendevano di prendere la parola. Dante Labate (FdI) ha avuto buon gioco a ricordare la visita che il leader del Movimento sociale italiano Giorgio Almirante, difeso dal comunista (e partigiano) Giancarlo Pajetta, fece alla salma del segretario del Partito comunista italiano Enrico Berlinguer nel 1984. Alla fine il minuto di silenzio è stato rispettato, ma la seduta è stata interrotta dall’arrivo dei militanti della rete anti sfratto.
«espulsi»
Il portavoce della rete ha detto che attualmente vi sarebbero almeno 200 alloggi popolari sfitti, perchè in attesa di manutenzione, a fronte di 700 famiglie in lista di attesa per una casa e 20 nuclei che la otterranno nel 2026.
L’esponente della rete ha ricordato come chi abbia redditi bassi (riders, badanti, personale delle pulizie) non possa permettersi di pagare un affitto e sia destinato a essere espulso dal tessuto sociale cittadino. Ha infine chiesto che l’amministrazione impegni 5 milioni per recuperare le case sfitte.
Edit: Sul giornale in edicola il 1 aprile era stato scritto erroneamente che a uscire era stata l’assessora Moggi al posto di Fuccillo e non era stato menzionato Caliandro. Ce ne scusiamo con le lettrici, i lettori e le persone coinvolte.
