“Occupa” parcheggio per il marito a Pavia, pensionato la investe: a processo
PAVIA. Un parcheggio a pagamento davanti a una clinica cittadina, una manciata di secondi e una tensione che sfocia in un caso giudiziario con l’accusa di lesioni personali e omissione di soccorso. È qui, negli stalli blu davanti alla clinica Città di Pavia in via Parco Vecchio, che l’11 luglio 2024 si è consumato l’episodio che oggi vede imputato un uomo di 82 anni, Giuseppe P. incensurato e residente a Pavia.
La vicenda
Secondo la ricostruzione della procura, rappresentata dalla pm Maria Barbara Cifalinò, tutto sarebbe nato dalla contesa per un posto auto, “merce rara” soprattutto davanti ad ospedali e luoghi pubblici. Da una parte l’anziano alla guida della sua Alfa Romeo Giulietta, arrivato per sottoporsi a una visita medica; dall’altra una donna di 56 anni , residente a Pieve Porto Morone, che si era posizionata nello stallo per riservarlo al marito in arrivo Una scena quotidiana, che però – stando all’accusa – sarebbe degenerata rapidamente. L’auto dell’82enne avrebbe avanzato fino a colpire la donna, facendola cadere a terra. Per la procura non si sarebbe trattato di una semplice manovra maldestra, ma di un gesto volontario. La 56enne ha riportato lesioni giudicate guaribili in sette giorni, in particolare per dolori alla cervicale.
Dopo l’impatto, sempre secondo l’impostazione accusatoria, l’uomo non si sarebbe fermato a prestare soccorso né avrebbe fornito le proprie generalità, allontanandosi dal parcheggio e aggravando così la sua posizione.
Tesi contrapposte
Una versione dei fatti che però viene respinta dalla difesa. L’avvocato Fabio Sommariva, che assiste l’imputato, contesta infatti la ricostruzione della pm e offre una lettura completamente diversa dell’accaduto. «Il mio assistito doveva effettuare una visita medica e stava cercando parcheggio – spiega – ma la persona offesa, in maniera prepotente, ha occupato lo stallo. Lui si è spaventato e l’ha urtata. Non c’è stata alcuna volontà di investire».
La difesa insiste anche su quanto avvenuto subito dopo. «È intervenuto il marito della donna con metodi spicci – prosegue il legale – e a quel punto il pensionato si è spaventato ancora di più». Un contesto concitato, dunque, che secondo l’avvocato avrebbe inciso sulle reazioni dell’anziano, portandolo ad allontanarsi per paura della reazione.
Due versioni opposte, che ora saranno messe a confronto in aula. Da un lato l’accusa, che parla di condotta volontaria e contesta anche l’omissione di soccorso; dall’altro la difesa, che descrive un episodio nato dalla paura e degenerato in pochi attimi senza intenzionalità.L’udienza predibattimentale è fissata per l’11 maggio davanti al tribunale di Pavia con il giudice monocratico Gaetano Alemanna. Sarà quella la sede in cui si cercherà di chiarire cosa sia realmente accaduto in quei momenti concitati tra le auto in sosta, e se dietro quell’urto ci sia stata una scelta consapevole o, come sostiene la difesa, solo una reazione dettata dal timore e dalla confusione.
