Il rogo lambisce il poligono e devasta la riserva della Vauda
LOMBARDORE. Hanno sfiorato la grande area del poligono militare, tra Lombardore, Volpiano e San Benigno, le fiamme del vasto incendio divampato lo scorso mercoledì nelle campagne della riserva naturale della Vauda, alimentato dal forte vento. Non si esclude l’origine dolosa, anche se difficile da accertare. Massiccio lo spiegamento di autobotti dei vigili del fuoco, arrivati da diversi distaccamenti della provincia di Torino, che hanno domato il rogo dopo un intervento proseguito fino alla mattinata di giovedì 26.
Il fronte delle fiamme, sviluppatosi tra Nole e San Carlo Canavese, si è esteso rapidamente proprio a causa delle condizioni meteo. Non si sono registrati feriti o intossicati, ma il danno ambientale è rilevante in un’area caratterizzata da boschi, sentieri, cascinali isolati e abitazioni sparse utilizzate da agricoltori. Sul posto sono intervenuti anche i volontari Aib, la polizia locale di Nole e i carabinieri della compagnia di Venaria, che hanno avviato le indagini. L’incendio ha generato una densa colonna di fumo visibile anche a chilometri di distanza, con una lunga linea di fuoco osservata anche dall’alto Canavese. Il sindaco di Nole, Luca Bertino, aveva già parlato nelle prime ore di mercoledì di un incendio rapidamente sfuggito al controllo: inizialmente contenuto, ma diventato in pochi minuti ingestibile proprio a causa del vento. Le forti raffiche, proseguite anche nella giornata di ieri, hanno mantenuto alta l’attenzione dei vigili del fuoco e delle squadre della Protezione civile in diverse località dell’alto Canavese. A Cuorgnè sono caduti alberi di grosso fusto. Incendi si sono sviluppati anche in un bosco a Busano e in località Carella di Pratiglione, dove un palo dell’energia elettrica abbattuto dal vento ha innescato le fiamme vicino al cimitero.lydia massia
