Bonus giovani in scadenza, sgravi del 100% sui contributi: ecco a chi si rivolge e come funziona
Sta per chiudersi una delle opportunità più vantaggiose per le imprese che intendono assumere o stabilizzare giovani senza precedenti contratti a tempo indeterminato. Fino al 30 aprile resta infatti attivo il bonus che garantisce un esonero contributivo totale fino a 500 euro al mese. Ecco una guida completa per orientarsi.
A chi si rivolge
L’incentivo è destinato soprattutto agli under 35 e rientra tra le misure del decreto Coesione (Dl 60/2024). Può essere applicato sia alle nuove assunzioni sia alle trasformazioni di contratti già in essere, con una durata massima di 24 mesi. La finestra attuale è stata resa possibile dall’entrata in vigore della legge 26/2026, che ha convertito il decreto Milleproroghe.
Quanto vale davvero il bonus
Il massimo beneficio si ottiene quando l’assunzione comporta un reale aumento dell’occupazione in azienda. In questo caso lo sgravio copre il 100% dei contributi, fino a 500 euro al mese. Il tetto sale a 650 euro per le imprese situate nel Sud, ma anche in regioni come Marche e Umbria. In sostanza, più cresce l’organico medio, maggiore è il risparmio per il datore di lavoro.
Se non c’è aumento dell’organico
Quando invece l’assunzione non genera un incremento occupazionale netto, il bonus si riduce al 70%, con un risparmio massimo di 350 euro mensili. Questo incide direttamente sul costo del lavoro: prendendo come esempio un giovane ingegnere nel settore industriale, il costo mensile passa da 3.406 euro senza incentivi a 2.906 euro con lo sgravio pieno, oppure a 3.056 euro con quello ridotto.
Dal 1° maggio cambia lo scenario
In assenza di nuove proroghe, dal primo maggio il quadro sarà meno favorevole. Resterebbe infatti solo l’incentivo strutturale per gli under 30: uno sgravio pari al 50% dei contributi, fino a un massimo di 250 euro al mese, per una durata che può arrivare a 36 mesi. Nell’esempio precedente, il costo aziendale salirebbe a 3.156 euro.
L’alternativa dell’apprendistato
Oltre agli incentivi temporanei, le imprese possono continuare a puntare sull’apprendistato, che resta una delle soluzioni più convenienti. Il vantaggio deriva da contributi più bassi e dalla possibilità di applicare un inquadramento iniziale inferiore o una retribuzione crescente legata al percorso formativo.
