Ivrea, il 15enne arrestato per spaccio resta in carcere minorile
IVREA. Resta all’istituto penale per minorenni Ferrante Aporti di Torino in attesa di essere inviato in una comunità, il 15enne arrestato in corso Massimo d’Azeglio dalla volante del commissariato di Ivrea e Banchette.
Il 18 marzo intorno alle 22, infatti, i poliziotti hanno sospettato che fosse in corso una possibile attività di spaccio di sostanze stupefacenti e così hanno sottoposto a perquisizione la minicar 50 su cui viaggiava il giovane.
Nascosto dietro il sedile in un marsupio hanno trovato una pistola giocattolo, nove involucri di cocaina pronti per lo smercio e 1.500 euro in banconote di diverso taglio. Tanti soldi, anzi tantissimi, per un ragazzo di quella età da tenere in banconote. Successivamente sono stati trovati anche 27 pezzi di crack.
Il giovane ha fornito versioni contraddittorie e poco credibili sia alla polizia che al tribunale per i minorenni che, nonostante fosse incensurato, ha deciso di tenerlo lontano da casa proprio per il pericolo di reiterazione di reato mostrato nelle fasi dell’arresto. Sui soldi, ad esempio, ha detto che si trattava di suoi risparmi personali, anche se non ha saputo indicare una fonte di reddito legale che fosse verosimile.
I genitori hanno spiegato di non sapere nulla delle eventuali attività di spaccio del figlio, che comunque non frequenta la scuola.
Ora bisognerà capire se il 15enne spacciava effettivamente o se stesse semplicemente fungendo da corriere, celando così una rete più ampia, che si servirebbe appunto anche di ragazzi giovanissimi per la consegna della droga. Non sarebbe certo la prima scoperta del genere sul territorio italiano.
Certo è che il giovane era comunque controllato dalla polizia perché, pur incensurato, era sospettato di simili attività: una voce che girava insistentemente per la città e che poi ha trovato la sua conferma.
Così il tribunale ha ritenuto che la sua pericolosità fosse provata e ha motivato la convalida dell’arresto e della misura cautelare proprio nel senso di non lasciar riavvicinare il giovane al suo ambiente.
Il procedimento penale è attualmente nella fase delle indagini preliminari, pertanto vige la presunzione di non colpevolezza a favore dell’indagato sino a sentenza definitiva.
